domenica 11 dicembre | 01:14
pubblicato il 13/set/2011 10:52

Berlusconi/Lepore: La memoria difensiva non basta a evitare i pm

"Non sta fuggendo dai magistrati, cercheremo un'altra data"

Berlusconi/Lepore: La memoria difensiva non basta a evitare i pm

Roma, 13 set. (askanews) - "La memoria difensiva del premier Berlusconi non basta ad evitare il faccia a faccia coi magistrati". Così il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, intervenuto a '24 Mattino' su Radio 24 per parlare del procedimento sulla presunta estorsione ai danni del premier. Commentando la notizia che i legali di Berlusconi hanno depositato una memoria, Lepore ha detto: "Non è un memoriale ma una memoria difensiva. Ma non basta, anche se va letto ciò che c'è scritto e tenerne conto ai fini processuali. Va sentita la parte lesa, noi abbiamo elementi per pensare che ci sia un'estorsione e la vittima, il premier, nega l'estorsione, quindi dobbiamo sapere i particolari. La memoria difensiva non basta perché è una versione unilaterale, vanno fatte le domande e ci sono fatti specifici da contestare. Le controdeduzioni con domande da parte dei magistrati sono necessarie per fare chiarezza, non per senso di persecuzione nei confronti di qualcuno. Nessun cittadino si può sottrarre a suo piacimento all'esame da parte dei magistrati. Lo stesso Presidente della Repubblica può essere sentito come teste, con prerogative come quella di essere sentito al Quirinale, ma non si può sottrarre". Lepore ha commentato anche il viaggio odierno di Berlusconi a Bruxelles, che ha comportato un legittimo impedimento all'incontro coi magistrati di Napoli: "Non credo che il premier stia fuggendo dai magistrati, comunque non si è presentato. Cercheremo un'altra data nei prossimi giorni. Sui motivi che hanno indotto il presidente ad andare a Bruxelles non possiamo fare valutazioni, se non quella formale. Se anche avessi un dubbio che è un viaggio di comodo, quel dubbio rimarrebbe in me, non lo potrei esternare". Lepore ha quindi respinto il sospetto di volere fare una 'trappola' al premier, convocandolo come parte lesa ma col rischio di tramutare la sua posizione in indagato, come si legge su qualche giornale. Però non ha escluso l'eventualità: "Berlusconi è parte lesa, non indagato. Naturalmente se lui desse una versione che contrasta con alcuni elementi obiettivi che abbiamo a disposizione, allora bisogna che una delle due posizioni prevalga sull'altra. Quindi naturalmente c'è questa possibilità, ma fino a un certo punto". Infine un commento sulla competenza territoriale: "Siamo stati noi i primi a sollevare la questione. Nella richiesta fatta al gip non escludevamo che la competenza fosse di altri. Il gip ha vagliato e ha riconosciuto che allo stato attuale siamo competenti noi. Ora la difesa ha fatto altre eccezioni e gli organi giudiziari vaglieranno la loro richiesta".

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