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pubblicato il 02/mag/2013 10:35

Bergamo: Gdf, 9 arresti per favoreggiamento immigrazione clandestina

Bergamo: Gdf, 9 arresti per favoreggiamento immigrazione clandestina

(ASCA) - Bergamo, 2 mag - La Guardia di Finanza di Bergamo ha eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare (3 in carcere e 6 ai domiciliari) emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Brescia disarticolando un'organizzazione a delinquere composta da cittadini italiani ed extracomunitari dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina su larga scala.

Le ordinanze sono state eseguite nei confronti di 3 cittadini italiani, 2 indiani 2 pakistani e 2 marocchini tutti da tempo stabilmente residenti a Bergamo e provincia.

L'attivita' iniziata nel novembre 2011 e durata un anno e mezzo e' stata coordinata da Sandro Raimondi, Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Brescia e da Franco Bettini, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Bergamo ed ha riguardato per la provincia di Bergamo il ''decreto flussi'' anni 2010 e 2011 che annualmente fissa le quote dei visti di ingresso che ogni anno possono essere concessi per ciascuno Stato. Essa ha permesso di individuare un'organizzazione criminale operante in provincia di Bergamo e nel bresciano, con ramificazioni nei territori di Milano, Monza, Ragusa, Pescara e Matera, attiva nel favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Complessivamente sono state indagate 33 persone di cui 15 cittadini italiani e gli altri stranieri (pakistani, indiani, marocchini e bengalesi), tutti regolari e stabilmente residenti in Italia.

Le condotte illecite accertate sono molteplici a seconda delle responsabilita' penali ricostruite ed ipotizzate nel corso dell'attivita' svolta dalle Fiamme Gialle che hanno esaminato oltre 1500 visti di ingresso per soggetti di origine marocchina, tunisina, egiziana, indiana, bengalese e pakistana.

Per tali visti di soggiorno, circa 300 sono risultati a favore di soggetti che hanno conseguito un ''regolare'' permesso di soggiorno sulla base della documentazione fittizia prodotta dai datori di lavoro italiani. La restante parte dei soggetti (circa 1200) dopo aver superato i controlli della polizia di frontiera non ha richiesto il permesso di soggiorno, per mancanza dei requisiti, e si e' data alla clandestinita'. com/res

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