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pubblicato il 17/dic/2013 14:47

Bellezza: specialisti Aicpe, e' allarme chirurgia plastica low cost

Bellezza: specialisti Aicpe, e' allarme chirurgia plastica low cost

(ASCA) - Milano, 17 dic - Operazioni chirurgiche effettuate a basso prezzo in strutture inadeguate, non adatte a affrontare eventuali emergenze e a garantire la sicurezza del paziente. Succede sempre piu' frequentemente in Italia, soprattutto in grandi citta' come Milano, tanto che il fenomeno sta assumendo i contorni dell'emergenza. L'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), insieme con la Regione Lombardia, sta portando avanti un percorso per mettere un freno al problema. Nei giorni scorsi, il presidente di Aicpe, Giovanni Botti, insieme con Giorgio Celli, vicepresidente Sicads (Societa' Italiana di Chirurgia Ambulatoriale e Day Surgery) e Guido Menasce, rappresentante per la Lombardia di Aiudapds (Associazione Italiana delle Unita' Dedicate Autonome Private di Day Surgery), ha incontrato Fabio Rizzi, Presidente della Commissione Sanita' della Regione Lombardia, per discutere del delicato tema della sicurezza dei pazienti.

''La sicurezza di ogni intervento chirurgico si basa, oltre che sulla scelta di un serio operatore, anche sulla qualita' della struttura dove viene effettuato - afferma Botti -. Purtroppo con la crisi economica si e' diffusa l'abitudine di eseguire operazioni importanti in ambienti inadatti. Si tratta di un fenomeno dilagante, presente soprattutto in grandi citta' come Milano, dove ci sono medici che propongono di eseguire interventi di rilievo (aumento o riduzione/riposizione del seno, addominoplastica, lifting del viso, ecc) in ambulatori chirurgici, che non dispongono delle caratteristiche adatte a garantire prestazioni sicure. Queste offerte di chirurgia ''low cost'', apparentemente vantaggiose, espongono invece i pazienti a rischi che in un paese civile non si dovrebbero correre. Questo e' dovuto anche al fatto che alcune Regioni non hanno ancora definito con precisione i confini fra le varie strutture sanitarie e questa confusione facilita chi alla serieta' preferisce anteporre la possibilita' di accrescere la propria clientela con offerte a prezzi molto contenuti, ma a basso livello di sicurezza''. La proposta di Aicpe e' chiara: negli studi medici si dovrebbero eseguire al massimo iniezioni di filler, negli ambulatori chirurgici piccoli interventi chirurgici in anestesia locale (rimozioni di neoformazioni cutanee, blefaroplastiche semplici, otoplastiche, ecc), mentre interventi di maggiore complessita' in anestesia locale o generale dovrebbero essere praticati in strutture di day surgery o in strutture protette.

Nell'attesa che si arrivi alla definizione di leggi chiare, Aicpe ribadisce l'invito alla prudenza: ''Spesso prezzi troppo bassi celano interventi praticati in ambienti non idonei, talvolta eseguiti da mani poco esperte o con tecniche inadeguate o insufficienti. Spesso si tratta di semplici specchietti per allodole: il medico dice che la proposta non e' applicabile e propone alternative piu' costose. Quando c'e' di mezzo la salute conviene verificare ogni dettaglio prima di accettare proposte apparentemente appetibili, ma quantomeno sospette''.

red/mpd

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