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pubblicato il 03/mag/2013 19:41

Bellezza: e' boom di 'ritocchini' chirurgici post divorzio

Bellezza: e' boom di 'ritocchini' chirurgici post divorzio

(ASCA) - Milano, 3 mag - Le donne reduci da separazioni difficili si rivolgono sempre piu' alla chirurgia estetica per dare un taglio con il passato e ricominciare una nuova vita da single. Il tutto a spese degli ex mariti. E' quanto emerge da uno studio condotto dall'Associazione Donne e Qualita' della Vita, presieduta dalla psicologa Serenella Salomoni, su un campione di 240 donne di eta' compresa tra i 30 e i 55 anni, separate legalmente. Il 30% delle intervistate ha ammesso di utilizzare l'assegno di mantenimento corrisposto dal coniuge principalmente per ricorrere al bisturi e cambiare cosi' il proprio aspetto esteriore. Una voce di spesa, questa, che per la maggioranza del panel risulta prioritaria rispetto al pagamento dell'affitto o della rata del mutuo (24%), alle sedute dallo psicologo per superare il trauma della separazione (12%) o alla possibilita' di viaggiare (5%), mentre il 25% ammette di spendere per le necessita' dei figli, in aggiunta all'assegno gia' previsto per legge, anche gli ''alimenti'' che spettano loro in quanto ex mogli.

Si puo' parlare quindi a tutti gli effetti di un vero e proprio boom del ritocchino post divorzio. Un fenomeno, questo, gia' ampiamente diffuso negli States, dove tra le mogli-trofeo, abbandonate il piu' delle volte dai loro coniugi per donne piu' giovani, spopola la cosiddetta ''vengeance plastic surgery'' (chirurgia plastica di rivincita). Il tutto addebitato sul conto degli ex mariti.

''Dopo aver bussato alla porta del loro avvocato, un numero crescente di donne - sostiene Renato Calabria, chirurgo plastico che opera a Beverly Hills e Palm Springs - si dirigono da Bedford Drive a Beverly Hills alla ricerca di un chirurgo estetico. Dopo aver scoperto l'infedelta' del coniuge, vogliono affrontarla con il loro aspetto migliore. E indovinate chi paga il conto? Il marito infedele, naturalmente''. Affinche' sia l'ex marito il ''finanziatore'' dell'intervento, la tempistica deve essere pero' perfetta.

''Ho avuto una cliente - racconta Calabria - che non aveva programmato i tempi giusti: i suoi alimenti provvisori sono stati tagliati un giorno prima dell'intervento e cosi' e' stata costretta a rimandarlo. Non l'ho piu' rivista''. Dagli USA la tendenza e' sbarcata anche in Europa: in Francia, ad esempio, secondo uno studio pubblicato su Le Parisien, il 69% delle donne dopo una separazione hanno cambiato il proprio look per riconquistare la fiducia in se' stesse; di queste, il 9% si sono sottoposte a un intervento di chirurgia estetica. In Germania, invece, la Corte di Cassazione ha addirittura sancito che l'ex marito debba corrispondere il denaro che occorre all'ex moglie per il ricorso al chirurgo estetico, arrivando fino a 1.800 euro per un intervento di liposuzione o rifacimento del seno. red/mpd

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