lunedì 16 gennaio | 12:20
pubblicato il 28/dic/2013 12:00

Bari, strangolata dal compagno per un falso profilo Facebook

Francesca Milano era scomparsa il 26, l'uomo ha confessato

Bari, strangolata dal compagno per un falso profilo Facebook

Bari, 28 dic. (askanews) - Strangolata e gettata in un fosso nelle campagne di Castellaneta, in provincia di Bari. E' morta così Francesca Milano, 42 anni, l'ennesima donna uccisa nel 2013. A confessare l'omicidio è stato il compagno Nunzio Proscia, 40 anni, arrestato la notte scorsa dai carabinieri. Il movente è la gelosia. L'uomo aveva scoperto che la compagna aveva creato un falso profilo Facebook sotto un altro nome e questo lo ha fatto andare su tutte le furie. Il 26 dicembre, il giorno di Santo Stefano, Proscia ha aspettato che Francesca Milano uscisse da una sala bingo a Putignano, dove era andata a giocare con degli amici. Come raccontato agli inquirenti, l'uomo ha costretto la donna a salire in macchina e qui, dopo una discussione, le ha messo le mani al collo e l'ha soffocata. Ha poi caricato il cadavere in auto e l'ha portata nelle campagne di Castellaneta. Ha gettato il corpo in un fosso, ma è rimasto impantanato con l'auto in un terreno diventato fangoso a causa delle piogge dei giorni scorsi. Così l'omicida ha aspettato in auto fino a quando al mattino seguente due contadini non si sono accorti di lui e con un trattore l'hanno tirato fuori dal fango. I contadini non sapevano cosa ci facesse quell'uomo lì. La donna era stata nascosta 150 metri più avanti. Nel frattempo i figli della vittima la mattina del 27 hanno presentato denuncia ai carabinieri di Gioia del Colle, città in cui viveva la 42enne, segnalando la scomparsa della donna. Da subito i sospetti degli investigatori si sono concentrati sull'amante, l'ultima persona ad aver visto in vita Francesca. Sulla base di alcune testimonianze raccolte, gli inquirenti hanno ricostruito il rapporto burrascoso tra i due che negli ultimi tempi si erano lasciati diverse volte. Rintracciato e portato in caserma, Proscia è stato interrogato per ore ieri sera e alla fine ha ammesso le proprie responsabilità, facendo trovare nella notte il cadavere della donna nella contrada Tafuri di Castellaneta. Il caso è affidato al pm della procura di Bari Francesco Bretone.

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