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pubblicato il 11/apr/2013 17:59

Bagnoli: Legambiente, intervento magistratura non ci stupisce

Bagnoli: Legambiente, intervento magistratura non ci stupisce

(ASCA) - Roma, 11 apr - ''La gravissima vicenda della mancata bonifica dell'area di Bagnoli, cosi' come viene ipotizzata dalla procura di Napoli che ne ha disposto il sequestro per disastro ambientale, non ci stupisce ed e' purtroppo esemplificativa di come rischi di essere stata praticata una parte del risanamento dei siti inquinati in Italia''. Cosi' il vice presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, commenta in un nota il sequestro delle aree dell'ex Italsider e dell'ex Eternit di Bagnoli, alla periferia del capoluogo campano, nell'ambito di un'indagine che vede indagati 21 ex dirigenti di vari enti locali e della societa' Bagnolifutura incaricata negli anni scorsi del risanamento dell'area. ''Connivenze, conflitti d'interesse, comportamenti dolosi, illegalita' e omerta' - prosegue Ciafani - sono tristemente di prassi nel nostro paese, come dimostrano le storie raccolte da anni nel nostro rapporto Ecomafia, e questo riguarda anche la gestione del recupero ambientale dei siti inquinati''.

Nella lettura del vicepresidente di Legambiente ''alla chiusura degli impianti industriali sono seguiti troppo spesso enormi ritardi nelle operazioni di bonifica e interventi poco trasparenti che hanno portato all'azione della magistratura. L'Italia deve voltare pagina: non puo' piu' permettersi questo sperpero di denaro pubblico e l'incremento dei rischi per la salute dei cittadini derivante da un inquinamento protratto da false operazioni di bonifica.

Da anni chiediamo di replicare il modello Usa attivato con la legge del Superfund del 1980. Solo cosi' riusciremo a rendere concreto il risanamento ambientale, che fino a oggi e' stato una chimera''.

In conclusione Michele Buonouomo, presidente di Legambiente Campania, osserva come ''ancora una volta la magistratura sostituisce la politica. Assistiamo a un copione che nella nostra regione si ripete ogni qualvolta si parla di bonifiche di siti contaminati. Ieri le discariche dell'ecomafia, oggi Bagnoli, ma con un unico comune denominatore: la bonifica in Campania e' una lontana chimera dove corruttela, sprechi e inquinamento la fanno da padrone'', chiude Buonuomo.

com-stt/mpd

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