giovedì 19 gennaio | 01:42
pubblicato il 15/giu/2011 21:36

Arabia Saudita/ Venerdì donne in piazza per diritto alla guida

Sfideranno la legge mettendosi al volante

Arabia Saudita/ Venerdì donne in piazza per diritto alla guida

Riad, 14 giu. (askanews) - Delle militanti saudite hanno lanciato un appello alle donne del regno a mettersi al volante venerdì nel solo Paese al mondo dove non hanno il diritto di guidare, con il rischio di farsi arrestare. La campagna Women2drive, lanciata sui social network, deve proseguire "fino alla pubblicazione di un decreto reale che autorizzi le donne a guidare", si legge sulla pagina Facebook degli organizzatori. Nessuna legge in particolare vieta alle donne di guidare, ma le autorità si basano su un editto religioso (fatwa), promulgato nel regno le cui leggi si ispirano ad una versione rigorista dell'islam, e invocano l'opposizione dei potenti religiosi conservatori per mantenere il divieto. Le donne pertanto sono costrette a servirsi di un autista o, se non ne hanno i mezzi, a dipendere dai maschi della loro famiglia. Nello stesso tempo, una campagna è stata lanciata su internet per incitare gli uomini a "picchiare" le saudite che oseranno prendere il volante. Ma un influente predicatore, Abdel Mohsen al Obeikan, ha recentemente affermato che la donna poteva essere autorizzata a guidare "in campagna". Secondo la stampa, le saudite si mettono spesso al volante nelle zone rurali, lontane da occhi indiscreti. L'icona della campagna di venerdì è Manal al Sharif, una giovane informatica scarcerata il 30 maggio dopo essere stata detenuta per due settimane per aver sfidato il divieto di guidare e postato su Youtube un video che la mostrava al volante. Una petizione presentata a re Abdallah, che chiedeva la sua liberazione, aveva raccolto 3.345 firme, mentre più di 24.000 persone le avevano espresso solidarietà su una pagina Facebook. Giovedì scorso, altre sei saudite sono state brevemente arrestate a Riad mentre si allenavano a guidare. Ma contrariamente alle donne che avevano effettuato nel novembre 1990 una sfilata a Riad al volante delle loro auto prima di essere arrestate, le attiviste questa volta hanno chiesto alle donne di prendere delle iniziative individuali. E in una serie di raccomandazioni su Facebook, hanno chiesto loro di indossare umilmente il velo e di esibire "la bandiera saudita e il ritratto di re Abdallah a riprova del loro nazionalismo". Le promotrici della campagna chiedono inoltre alle donne di "avere preferibilmente un uomo accanto per proteggerle. Se sarete arrestate, non abbiate paura, dovrete solo firmare un impegno scritto". Delle attiviste saudite hanno indirizzato a inizio giugno una lettera aperta, firmata da più di 10.000 persone, al Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, esortandola a sostenere il diritto delle saudite a guidare. Le saudite non hanno neanche il diritto di viaggiare senza l'autorizzazione di un tutore, né il diritto di votare e sono in posizione di inferiorità in caso di divorzio o di eredità.

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