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pubblicato il 25/mag/2011 19:32

Appalti G8/Bertolaso: Innocente, da 15 mesi è massacro mediatico

"Sul mio sito tutti gli atti che provano la mia estraneità"

Appalti G8/Bertolaso: Innocente, da 15 mesi è massacro mediatico

Roma, 25 mag. (askanews) - "Sono totalmente estraneo alle accuse che mi vengono mosse" ed è "sconvolge la superficialità con cui si diffondono notizie che suonano come sentenze di condanna inappellabili, senza neanche far ricorso ad un minimo di verifica, e, soprattutto, senza tenere in alcuna considerazione i devastanti riflessi che io e la mia famiglia stiamo subendo da questi 15 mesi di massacro mediatico". Lo dice in una nota Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile, in merito alla cosiddetta 'inchiesta G8' della Procura di Perugia nella quale è indagato per corruzione. "Apprendo, come al solito dai media e mentre mi trovo ad Haiti come volontario per l'assistenza alla popolazione colpita dal terremoto, dell'esistenza di una nuova serie di non meglio precisate circostanze che riguarderebbero il mio coinvolgimento nella vicenda ormai nota come inchiesta G8, che viene seguita dalla Procura di Perugia. Leggo dalle pagine web dei principali siti d'informazione italiani - dice Bertolaso - che mi sarei fatto pagare la riparazione della TV, la lavanderia, una vacanza in montagna e che mia figlia avrebbe ricevuto per qualche misterioso tramite un pagamento di 30.000 euro, cifra che deduco sarebbe servita, forse, a corrompermi". "Dopo la villa di Montecarlo, quella in un'altra località della Costa Azzurra, quella di Positano, la mia presunta residenza in Grecia e colloqui con giornalisti che diventano sibilline comunicazioni su loschi e segreti affari, anche oggi la bufala è servita: stando a quanto sono riuscito a ricostruire da Haiti, i 30.000 euro sono stati da me pagati alla ditta Ram restauri per i lavori fatti nella mia abitazione romana per un totale di euro 28.800, come provano i preventivi, le fatture e gli assegni che è possibile vedere sul mio sito www.guidobertolaso.net". "Presumibilmente, l'oggetto dei 30.000 euro da me pagati per una fattura intestata a mia figlia, è lo stesso della conferenza stampa dello 7 maggio 2010 a Palazzo Chigi, dove mostrai lo stesso assegno che ripresento oggi e che tutti hanno potuto vedere, filmare e fotografare. Non vale neanche la pena commentare la spesa per la riparazione della TV o della vacanza sulle nevi di Marilleva che non ricordo di aver mai frequentato", continua l'ex numero uno della Protezione civile, per il quale "questa nuova diffusione di notizie relative all'inchiesta di Perugia dimostra ancora una volta quanto la mia fiducia nei pm del capoluogo umbro sia stata mal riposta". "Infatti nel corso di tutti gli interrogatori da me sostenuti, mai mi sono state contestate queste circostanze, né mai se ne è fatto il minimo cenno, impedendomi, di fatto, in quella sede, di fornire le ragioni della mia difesa: del resto, mai i magistrati inquirenti hanno voluto prendere atto dei documenti e degli atti da me depositati che confermano oggettivamente la mia totale estraneità alle accuse che mi vengono mosse". "Visto che ormai i processi si svolgono sui giornali e non nelle aule dei tribunali e che il periodo elettorale potrebbe svolgere una funzione di stimolo alla diffusione di talune notizie non del tutto verificate e sicuramente non oggetto di sentenza, invito chiunque volesse approfondire il mio caso giudiziario a visitare il sito www.guidobertolaso.net. Sul web chiunque potrà trovare gli stessi atti che ho reso disponibili ai magistrati perugini e che gli stessi hanno deciso di ignorare nel formulare le loro accuse. Inoltre al mio rientro in Italia - conclude Bertolaso - resto disponibile a qualsiasi approfondimento pubblico, non tanto con i magistrati, ma con quei giornalisti che si abbeverano ai fontanili delle procure come fossero ciechi e sordi anche davanti all'evidenza".

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