giovedì 19 gennaio | 16:21
pubblicato il 25/gen/2014 11:06

Anno giudiziario/Milano: Canzio, gogna infamante contro i giudici

Anno giudiziario/Milano: Canzio, gogna infamante contro i giudici

(ASCA) - Milano, 25 gen 2014 - Alcuni giudici del Tribunale di Milano ''sono stati oggetto di sommarie e ingiuste accuse di imparzialita' e di mancata serenita' di giudizio solo perche' funzionalmente investiti della definizione di taluni procedimenti a forte sovraesposizione mediatica, per lo spiccato rilievo politico e sociale che li caratterizzava''. La denuncia e' di Giovanni Canzio, presidente della Corte d'Appello di Milano, che nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario non manca di fare un accenno, seppur non esplicito, alle polemiche che hanno accompagnato lo svolgimento dei processi Ruby e diritti tv di Mediaset, celebrati nel capoluogo lombardo a carico dell'ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Dall'alto magistrato arrivano ''parole di apprezzamento e gratitudine'' per il comportamento dei giudici finiti sotto attacco della politica. ''Alle immotivate censure, agli attacchi personali, al dileggio strumentale, talora alla infamante gogna mediatica e alle minacce cui sono stati sottoposti - evidenzia Canzio - quei giudici hanno saputo rispondere con sobrieta', umilta' e riservatezza, adoperando le armi della giurisdizione e continuando a giudicare con imparzialita' al solo servizio della Giustizia e dello Stato''. E' la stessa corte di Cassazione, secondo il presidente della Corte d'Appello di Milano, ad ave testimoniato con una ''decisione storica'' l'imparzialita' delle toghe milanesi. Perche' la Suprema Corte, ''nel respingere la richiesta di rimessione di quei procedimenti ad altro distretto, motivata sul dubbio di una pregiudiziale prevenzione e parzialita' dell'intero organo giudicante milanese, ha scrutinato la 'lampante infondatezza' della richiesta e ha sottolineato il 'commendevole impegno professionale del collegio', profuso 'nel pieno rispetto dei diritti processuali delle parti', al fine di definire i processi in tempi ragionevoli e 'attenti allo scorrere del tempo di prescrizione dei reati', impegno che 'dovrebbe apprezzarsi come nota di merito per ogni giudice'''. Il riferimento di Canzio e' relativo alla richiesta avanzata a marzo scorso dai legali di Berlusconi di trasferire i processi Ruby e Mediaset a Brescia per 'legittimo sospetto' sulla parzialita' dei giudici di Milano. Richiesta successivamente bocciata dai giudici in ermellino di Piazza Cavour. fcz/gbt

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