martedì 17 gennaio | 20:35
pubblicato il 25/mag/2011 18:17

Ambiente/Meno incendi e gas serra,ma aria città troppo inquinata

Rapporto Ispra: Anche in Italia gli effetti del riscaldamento

Ambiente/Meno incendi e gas serra,ma aria città troppo inquinata

Roma, 25 mag. (askanews) - Calano le concentrazioni di zolfo, ossidi di azoto, ammoniaca e sostanze acidificanti in genere, ma l'aria che respiriamo in Italia continua a essere troppo inquinata. Soprattutto nelle grandi città, dove ormai il superamento dei livelli di polveri sottili è spesso purtroppo consolidato. Buone notizie dagli incendi (in diminuzione), ma troppe frane e smottamenti continuano a mettere in pericolo vite e attività umane. Lo dice l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che oggi a Roma ha presentato l'Annuario dei Dati ambientali 2010 con lo 'stato di salute' dell'ambiente nel nostro paese. Secondo il dossier dal 1990 al 2009 nell'aria italiana sono stati emessi meno zolfo (-87,2%), ossidi di azoto (-51,3%) e ammoniaca (-16,5%) in atmosfera: calano le sostanze acidificanti, ma l'inquinamento continua a preoccupare. Polveri, ozono e biossido di azoto fanno infatti ancora temere per la nostra salute. In Italia nel 2009 il 45% delle stazioni di monitoraggio di PM10 ha superato il valore limite giornaliero e nell'estate del 2010 il 92% delle stazioni di monitoraggio per l'ozono ha registrato superamenti dell'obiettivo a lungo termine. Sono soprattutto le grandi citta dell'area padana a registrare i livelli piu alti di queste polveri. Notizie migliori invece dai gas serra. Se fino al 2004 l'Italia ha registrato un incremento delle emissioni, da allora si e osservato un calo, fortemente condizionato dalla crisi economica che ha investito anche il settore industriale. Le emissioni del 2009 sono state inferiori del 9,3% rispetto all'anno precedente, anche se gli obiettivi del Protocollo di Kyoto (emissioni totali da ridurre almeno del 5% nel periodo 2008-2012 rispetto ai livelli del 1990) sono ancora lontani. Il rapporto dell'Ispra affronta anche il problema del riscaldamento globale: il 2009 è stato il diciottesimo anno consecutivo con anomalia termica positiva, il numero di giorni estivi ha superato la media climatologica del 24% circa e il numero di notti tropicali estive del 75% circa. L'Italia è uno dei Paesi più vulnerabili in Europa da questo punto di vista e anche da noi si registra la riduzione di nevai e ghiacciai dell'arco alpino e il conseguente calo della disponibilità idrica. In mare si sono poi insediate specie di origine tropicale provenienti dall'Atlantico o dalla regione indo-pacifica e lo spostamento verso nord di specie di 'affinità calda'. Sul fronte del patrimonio boschivo, aumenta la superficie forestale e cala il numero di incendi, anche grazie all'efficace azione di contrasto degli eventi e di sorveglianza del territorio. Gli incendi sono la principale fonte di disturbo del patrimonio forestale italiano e, nel 2009, hanno mandato in fumo circa 31.000 ettari di boschi, il 40% dei quali nella sola Sardegna. Sempre nel 2009 i circa 5.500 incendi hanno causato l'emissione in atmosfera di circa 2,9 milioni di tonnellate equivalenti di anidride carbonica, lo 0,6% del totale nazionale delle emissioni di gas serra. Ma se una porzione di territorio italiano si riappropria di ettari di bosco, un'altra franando mette in pericolo vite e attività umane. Sono 5.708 (pari al 70,5% del totale) i comuni italiani interessati da cedimenti e smottamenti. Di questi, 2.940 sono classificati con livello di attenzione molto elevato, 1.732 con livello elevato e 1.036 con livello medio.

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