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pubblicato il 15/mar/2013 15:50

Ambiente: parchi nazionali, primo censimento del patrimonio naturale

Ambiente: parchi nazionali, primo censimento del patrimonio naturale

(ASCA) - Roma, 15 mar - I 23 parchi nazionali italiani coprono appenail 4,8% del territorio italiano, ma assicurano la protezione di un immenso patrimonio naturale oltre a rappresentare un vero e proprio polmone verde per il paese, che frena il consumo del suolo e puo' raggiungere una capacita' di accumulo di carbonio anche doppia rispetto ad altri habitat.

E' quanto si evince dal rapporto ''Parchi nazionali: dal capitale naturale alla contabilita' ambientale'', presentato a Roma dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, insieme a Renato Grimaldi, capo della direzione generale per la Protezione della natura e del mare.

Nel quadro della 'Strategia nazionale per la biodiversita' 2011-2020' gia' elaborata, ''e' stato definito un sistema di 'contabilita' ambientale' nelle aree protette a partire da una ricognizione integrata e coordinata del patrimonio naturalistico presente nei nostri parchi nazionali'', ha indicato Clini. La pubblicazione - figlia dello sforzo congiunto di ministero, universita', corpo forestale, Federparchi e altri soggetti - costituisce, infatti, il primo censimento sistemico effettuato in Italia della ricchezza di piante, animali, ecosistemi, paesaggi contenuti nei 23 parchi nazionali del paese: qui vive la maggior parte delle 56.000 specie animali presenti in Italia - la maggiore varieta' europea - il 21% delle specie di flore e il 67% di quelle di fauna tutelate. Nei parchi nazionali abitano, inoltre, ben 118 specie di mammiferi. Tale funzione di 'custodi della biodiversita'' assolta dai parchi e' stata finaziata con risorse pari a 80 mln di euro nel 2012, con una previsione di aumento di circa il 4% nel 2013. In tale quadro, l'emergenza dei cambiamenti climatici e la crisi economica impongono ''di adottare nuovi modelli basati sulla conservazione e valorizzazione efficiente delle risorse naturali, che sono il nostro petrolio'' ha osservato il ministro. Composti da foreste(principalmente faggete e querceti) per il 36% del territorio che racchiudono, i parchi nazionali assicurano l'accumulo di 5,1t di carbonio in piu' per ogni ettaro di superficie rispetto al terrritorio nazionale (6t nel 2020) con alcuni boschi che hanno una capacita' di accumolo doppia rispetto alla maggior parte degli altri habitat. I parchi, inoltre, frenano il consumo di suolo: a livello nazionale circa il 17% dei boschi si e' trasformato in superfici artificiali, mentre nei parchi la percentuale e' ridotta al 4,5%. Il rapporto, dunque, ''non si limita piu' alla sola misurazione quantitativa, ma traduce in valore economico il patrimonio naturale italiano'', ha sottolineato Clini. com-stt

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