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pubblicato il 05/giu/2013 11:39

Ambiente: papa, rispettare e custodire il creato. No a sprechi

Ambiente: papa, rispettare e custodire il creato. No a sprechi

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 5 giu - ''Vorrei che prendessimo tutti il serio impegno di rispettare e custodire il creato, di essere attenti ad ogni persona, di contrastare la cultura dello spreco e dello scarto, per promuovere una cultura della solidarieta' e dell'incontro''. Lo ha detto papa Francesco durante l'udienza generale in piazza San Pietro in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, promossa dalle Nazioni Unite, che lancia un ''forte richiamo alla necessita' di eliminare gli sprechi e la distruzione di alimenti''.

''Che cosa vuol dire coltivare e custodire la terra? Noi stiamo veramente coltivando e custodendo il creato? Oppure lo stiamo sfruttando e trascurando? - ha sottolineato Francesco - Il verbo 'coltivare' mi richiama alla mente la cura che l'agricoltore ha per la sua terra perche' dia frutto ed esso sia condiviso: quanta attenzione, passione e dedizione.

Coltivare e custodire il creato e' un'indicazione di Dio data non solo all'inizio della storia, ma a ciascuno di noi; e' parte del suo progetto; vuol dire far crescere il mondo con responsabilita', trasformarlo perche' sia un giardino, un luogo abitabile per tutti''. Francesco ha inoltre citato le parole di Benedetto XVI che ''ha ricordato piu' volte che questo compito affidatoci da Dio Creatore richiede di cogliere il ritmo e la logica della creazione. Noi invece siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non la 'custodiamo', non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura. Stiamo perdendo l'atteggiamento dello stupore, della contemplazione, dell'ascolto della creazione; e cosi' non riusciamo piu' a leggervi quello che Benedetto XVI chiama 'il ritmo della storia di amore di Dio con l'uomo'. Perche' avviene questo? Perche' pensiamo e viviamo in modo orizzontale, ci siamo allontanati da Dio, non leggiamo i suoi segni''.

dab/cam/alf

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