lunedì 16 gennaio | 16:11
pubblicato il 19/apr/2013 16:10

Ambiente: nel 2012 rifiuti elettrici in calo sul 2011 anche causa crisi

Ambiente: nel 2012 rifiuti elettrici in calo sul 2011 anche causa crisi

(ASCA) - Milano, 19 apr - Nel 2012 con poco meno di 240 T raccolte rispetto alle circa 260 T del 2011, si e' registrato in Italia un calo dell'8,5% dei rifiuti elettrici prodotti e destinati al trattamento. Ciononostante lo scorso anno e' stata comunque sostenuta in Italia la media pro capite dei rifiuti Raee, pari a 4 kg/ab. in linea, cioe', con l'obiettivo minimo previsto dalla normativa europea.

Lo attesta il 'Rapporto Annuale 2012 sul Sistema di ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche in Italia (Raee)'', realizzato dal Centro di coordinamento Raee e epresentato oggi a Milano. Le cause di questo decremento - spiega una nota - sono imputabili in parte alla crisi economica, che ha penalizzato gli acquisti di Apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee) da parte delle famiglie, facendo crollare l'immesso sul mercato del 12%. I rifiuti Raee sono convenzionalmente raggrupati in 5 tipologie, tra le quali, nel 2012, quella che ha riscontrato i maggiori volumi e' stata 'Tv e monitor' risultata, comunque, in calo del 9,22% rispetto al 2011, con circa 75,5 T. Questo decremento annuale si spiega in parte con il fatto che, mentre negli scorsi anni il passaggio al digitale terrestre ha comportato una cospicua sostituzione di tv e monitor, il 2012 ha segnato la conclusione di questa fase con conseguente calo nella raccolta di rifiuti di questo genere.

Seguono 'frigoriferi e apparecchiature refrigeranti' (-6,62%); 'grandi elettrodomestici' (-12,74%); 'piccoli elettrodomestici' (-3,66%). Il solo raggruppamento che mantiene una crescita positiva e' quello delle 'sorgenti luminose' con il 7,72% in piu' rispetto al 2011.

C'e', poi, un altro elemento - rileva il raporto - da non sottovalutare tra le cause di decremento dei Raee registrato nel 2012: l'aumento dei prezzi medi delle materie prime. Tale circostanza ha, infatti, reso piu' appetibile il riciclo di materiali speciali, metalli preziosi e leghe metalliche contenuti nei Raee. Cio' ha alimentato un canale cosiddetto 'informale' di smaltimento troppo spesso finalizzato esclusivamente al recupero delle materie prime di valore, senza particolari attenzioni agli impatti ambientali. La conseguenza e' un aumento delle quantita' di Raee che sfuggono alla gestione dei Sistemi Collettivi riuniti nel CdC Raee, che prevede impegnativi target di riciclo, comprendenti il trattamento dei materiali piu' problematici (e piu' inquinanti) e meno redditizi. com-stt/gc

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