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pubblicato il 06/ago/2014 12:00

Allarme WWF: coste cementificate, il 10% artificiali e alterate

Dal 1998 312 macro attività umane hanno sottratto suolo naturale

Allarme WWF: coste cementificate, il 10% artificiali e alterate

Roma, 6 ago. (askanews) - Quella "grande bellezza" italiana che confina col mare in 25 anni è stata cancellata in più parti dal cemento: pur mantenendo angoli suggestivi e intatti, dal 1998 a oggi 312 macro attività umane hanno sottratto suolo naturale lungo le nostre 'amate sponde' per far spuntare villaggi, residence, centri commerciali, porti, autostrade, dighe e barriere che hanno alterato il profilo e il paesaggio del nostro paese facendo perdere biodiversità e patrimonio naturale. Un pezzo strutturale della nostra economia è stato così mangiato dal cemento, a scapito di un'offerta turistica balneare (soprattutto in aree di qualità) che coinvolge migliaia di aziende. E' l'allarme lanciato dal WWF nel dossier "Cemento coast-to coast: 25 anni di natura cancellata dalle più pregiate coste italiane" che restituisce, con schede sintetiche e foto da satellitari a confronto, l'immagine di un profilo fragile e bellissimo martoriato da tante ferite. Il dossier analizza con schede sintetiche l'evoluzione della situazione delle regioni costiere, mettendo a confronto i dati di oggi con quelli di 25 anni fa, con il supporto di immagini tratte da Google Earth e il quadro d'insieme è una vera e propria trasformazione metropolitana delle coste italiane. Dalla cava del 2003 della Baia di Sistiana in Friuli, occupata poi da un mega villaggio turistico, alla Darsena di Castellamare di Stabia in Campania, dall'urbanizzazione della foce del Simeto in Abruzzo al porto turistico ampliato e villaggio turistico sulla foce del Basento in Basilicata sono alcune delle 'case history' illustrate in una simbolica foto gallery regione per regione. Le più colpite sono Sicilia, Sardegna e soprattutto la costa adriatica che rappresenta il 17% delle coste italiane, ma dove meno del 30% del waterfront è libero da urbanizzazioni. Persino le aree costiere cosiddette protette non sono state risparmiate: su 78 SIC o ZPS difesi dalla Rete Natura 2000 europea il WWF ha censito 120 interventi "antropici", come darsene e villaggi. Dei circa 8.000 chilometri di coste italiane quasi il 10% sono artificiali e alterate dalla presenza di infrastrutture pesanti come porti, strutture edilizie, commerciali ed industriali che rispecchiano l'intensa urbanizzazione di questi territori in continuo aumento e dove si concentra il 30% della popolazione.

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