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pubblicato il 26/mar/2014 17:09

Alimentare: Coldiretti, succhi frutta ostaggio lobby. Vera ingiustizia

Alimentare: Coldiretti, succhi frutta ostaggio lobby. Vera ingiustizia

(ASCA) - Roma, 26 mar 2014 - ''Rimaniamo interdetti per la decisione della Commissione Politiche dell'Ue della Camera di bocciare l'emendamento alla Legge europea 2013 finalizzato ad innalzare la percentuale minima di frutta nei succhi e bevande analcoliche dall'attuale 12% al 20%. Avevamo salutato con soddisfazione la volonta' del Partito democratico, il primo partito italiano, di opporsi all'allora Governo Letta e di approvare, in Commissione Agricoltura, una misura che era nell'interesse dei consumatori e dei produttori italiani, ma dobbiamo prendere atto che le piu' bieche lobby industriali sono riuscite ad avere il sopravvento sulla logica della salute e della qualita'''. E' quanto denuncia in una nota il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, che non esita a definire ''un'autentica ingiustizia'' la decisione del Parlamento la quale ''getta nella piu' assoluta prostrazione i produttori di frutta, soprattutto del meridione, e danneggia i consumatori italiani, in particolare i bambini che avrebbero diritto ad alimenti di qualita' superiore''. La Coldiretti ricorda che, con l'aumento al 20 per cento del contenuto minimo di frutta nelle bevande analcoliche prodotte e commercializzate in Italia, duecento milioni di chili di arance all'anno in piu' sarebbero ''bevute'' dai 23 milioni di italiani che consumano bibite gassate. ''L'Italia con il primato europeo nella qualita' e sanita' degli alimenti - afferma Moncalvo - ha il dovere di essere all'avanguardia nella battaglia per cambiare norme che sono difese in Europa solo dalle grandi lobby industriali''. ''Innalzare la percentuale minima di frutta nei succhi e bevande analcoliche dall'attuale 12% al 20% avrebbe concorso a migliorare concretamente la qualita' dell'alimentazione e avrebbe dato un colpo a quella intollerabile catena dello sfruttamento che al sud colpisce gli agricoltori ed i trasformatori mentre le uniche ad aver vinto sono state le multinazionali dell'aranciata. Ora questa battaglia di verita' e di trasparenza - conclude Moncalvo - si sposta nelle aule parlamentari. La Coldiretti garantisce il suo impegno ai produttori e ai consumatori italiani per rimuovere un atto di autentica ingiustizia''.

com-stt/gc

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