venerdì 20 gennaio | 23:06
pubblicato il 16/apr/2013 13:11

Alimentare: Coldiretti, crescono 2% esportazioni. Boom Cina +56%

(ASCA) - Roma, 16 apr - In controtendenza rispetto all'andamento generale crescono del 2 per cento le esportazioni agroalimentari con un balzo del 56 per cento in Cina. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti, sui dati Istat del commercio estero, relativi al mese di febbraio che confermano la strategicita' del buon cibo italiano nel trainare la ripresa economica. Si tratta - sottolinea la Coldiretti - di un trend positivo che conferma l'andamento dello scorso anno con il record di 31,8 miliardi di euro di fatturato all'estero fatto registrare dall'agroalimentare nazionale. Il vino e' il prodotto agroalimentare piu' esportato con un valore record di 4,7 miliardi di euro nel 2012 seguito dall'ortofrutta fresca, dalla pasta e dall'olio di oliva che sono i componenti base della dieta mediterranea riconosciuta in tutto il mondo per le sue qualita' salutistiche. Ma il successo del cibo italiano e' dovuto anche al fatto che e' diventato sinonimo di qualita' con la conquista - continua la Coldiretti - del primato in Europa e nel mondo della sicurezza alimentare per il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite (0,3 per cento) che sono risultati peraltro inferiori di cinque volte a quelli della media europea (1,5 per cento di irregolarita') e addirittura di 26 volte a quelli extracomunitari (7,9 per cento di irregolarita'), secondo una elaborazione della Coldiretti sulle analisi condotte dall'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, su oltre 77mila campioni di 582 alimentari differenti ed appena pubblicate nel Rapporto annuale sui residui di pesticidi negli alimenti. Secondo i dati contenuti nel Rapporto - precisa la Coldiretti - il 98,4 per cento dei campioni europei esaminati presenta residui entro i limiti, con la percentuale che sale addirittura al 99,7 per cento nel caso dell'Italia che conquista il primato e scende al 92,1 per cento per la media dei Paesi extracomunitari. Il successo del cibo italiano all'estero e' la dimostrazione che nel grande mare della globalizzazione l'Italia si salva solo ancorandosi a quei prodotti, quei manufatti, quelle modalita' di produzione che sono espressione diretta dell'identita' nazionale, dei suoi territori, delle sue risorse umane. L'andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare da una piu' efficace tutela nei confronti della ''agropirateria'' internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, localita', immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realta' nazionale. All'estero - stima la Coldiretti - il falso Made in Italy a tavola fattura 60 miliardi di euro e sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre.

com/rus

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