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pubblicato il 03/lug/2012 17:15

Aldrovandi/ Appello per togliere divisa a poliziotti condannati

Non solo per caso Federico. Riconoscere anche reato tortura

Aldrovandi/ Appello per togliere divisa a poliziotti condannati

Roma, 3 lug. (askanews) - Un appello, primi firmatari Patrizia Moretti, Lino e Stefano Aldrovandi, affinchè venga tolta la divisa ai quattro poliziotti condannati in via definitiva il 21 giugno 2012 dalla Cassazione per la morte di Federico Aldrovandi, il diciottenne ucciso durante un controllo di polizia all'alba del 25 settembre del 2005 a Ferrara. La Corte ha confermato la condanna dei quattro poliziotti per eccesso colposo in omicidio colposo riprendendo così le sentenze di primo e secondo grado. Nell'appello del Comitato Giustizia per Aldro, che dal 29 giugno a oggi ha raccolto le firme di Haidi e Giuliano Giuliani, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, Rudra Bianzino e Domenica Ferulli, di Don Andrea Gallo, dell'attore Valerio Mastrandrea, degli scrittori Erri De Luca, Valerio Evangelisti, di Luigi Manconi, presidente di A Buon Diritto, di Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara, del presidente dell'Arci Paolo Beni, di numerosi altri politici e di tanti giornalisti, si chiede che i quattro poliziotti, condannati ora in via definitiva, "vengano estromessi dalla Polizia di Stato, poiché evidentemente non in possesso dell'equilibrio e della particolare perizia necessari per fare parte di questo corpo". Ancora, si chiede che "venga stabilito in maniera inequivocabile che le persone condannate in via definitiva, anche per pene inferiori ai 4 anni, siano allontanate dalle forze dell'ordine, modificando ove necessario le leggi e i regolamenti attualmente in vigore" che che siano stabilite, per legge, "modalità di riconoscimento certe degli appartenenti alle forze dell'ordine, con un numero identificativo sulla divisa e sui caschi o con qualsivoglia altra modalità adeguata allo scopo". Ancora, che anche in Italia venga riconosciuto il reato di tortura, così come definita universalmente e identificata dalle Nazioni Unite in termini di diritto internazionale, applicando la Convenzione delle Nazioni Unite del 1984 contro la tortura e le altre pene o trattamenti inumani, crudeli o degradanti, ratificata dall'Italia nel 1988.

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