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pubblicato il 18/gen/2013 15:45

Agricoltura: Cia, burocrazia rischia di condannare piccole aziende

(ASCA) - Roma, 18 gen - Sulle imprese agricole si abbattono nuovi pesanti oneri burocratici e per molte di esse, gia' assillate da onerosi costi produttivi (Imu e gasolio in testa) e contributivi, c'e' il rischio di ulteriori gravami che possono pregiudicare la loro operativita' sul mercato. A lanciare il grido d'allarme e' la Cia (Confederazione italiana agricoltori) preoccupata per le disposizioni previste dal recente decreto Sviluppo che obbliga i piccoli produttori agricoli, quelli cioe' che non superano i 7 mila euro di vendite all'anno, a produrre l'elenco dei clienti e dei fornitori con cui hanno intrattenuto rapporti commerciali nel corso dell'anno.

Siamo, purtroppo, in presenza di un ulteriore e gravoso adempimento burocratico che - afferma la Cia - avra' effetti devastanti per le piccole aziende agricole che saranno costrette a registrare tutte le fatture d'acquisto e le autofatture di vendita. Con l'aggravante di avviare in modo telematico l'elenco di tali operazioni. E questo richiedera' assistenza adeguata che comportera', inevitabilmente, spese aggiuntive da parte dell'agricoltore. Ed e' proprio la burocrazia che sta causando problemi non indifferenti per l'agricoltura. Basti pensare che un'azienda agricola italiana per assolvere a tutti gli adempimenti burocratici imposti spende, in media, 2 euro ogni ora di lavoro, 20 euro al giorno, 600 euro al mese, 7200 euro l'anno. Non basta. Occorrono otto giorni al mese per riempire le carte richieste dalla Pubblica amministrazione centrale e locale. In pratica, cento giorni l'anno. Un compito che difficilmente l'imprenditore agricolo puo' assolvere da solo e, pertanto, nel 58% dei casi e' costretto ad assumere una persona che svolge tale attivita' e per il restante 42% si rivolge ad un professionista esterno, con costi facilmente immaginabili. D'altronde, la burocrazia - avverte la Cia - costa all'intero sistema italiano delle piccole e medie imprese 26,5 miliardi di euro all'anno. Tra i paesi piu' industrializzati solo l'Italia presenta questo record negativo. Un 'mostro' dai mille tentacoli che soffoca, appunto, anche l'agricoltura, che paga un conto molto salato: circa 4 miliardi di euro l'anno. Ecco perche' sono indispensabili interventi per rendere meno elefantiaci e costosi i rapporti tra aziende agricole e Pubblica amministrazione. Certo - rimarca la Cia - non va in questa direzione il provvedimento contenuto nel decreto Sviluppo. Con l'adempimento previsto si colpiscono piccole realta' aziendali agricole finora esonerate da tutti gli obblighi contabili (fatturazione, registrazione, dichiarazione annuale, liquidazione e versamento dell'imposta).

com/gc

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