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pubblicato il 15/mag/2013 13:34

Agricoltura: Cia, 50mila aziende a rischio chiusura nel 2013

Agricoltura: Cia, 50mila aziende a rischio chiusura nel 2013

(ASCA) - Roma, 15 mag - I bilanci delle aziende agricole sono ''in rosso''. Nel 2013, senza immediati e straordinari interventi a sostegno degli agricoltori, oltre 50 mila aziende possono chiudere i battenti (gia' nel primo trimestre piu' di 13 mila sono uscite dal mercato) e piu' di 2 milioni di ettari di terreni coltivati sono in grave pericolo. Non solo. Si potrebbero verificare un ''taglio'' deciso all'occupazione e pesanti conseguenze anche del ''made Italy''. E' questo il pesante allarme lanciato dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) durante l'Assemblea nazionale dei Gruppi di interesse economico (Gie) tenuta a Roma e conclusa - informa una nota - con l'intervento del presidente confederale, Giuseppe Politi. ''Negli ultimi dieci anni - ha detto il presidente Cia intervendo ai lavori - circa 500 mila imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone di montagna e svantaggiate, hanno chiuso i battenti. Solo nel 2012 piu' di 25 mila sono andate fuori mercato. Il rischio e' che nei prossimi quattro anni, altre 250 mila aziende rischiano di cessare l'attivita'''. Dopo questa premessa Politi ha inviato al nuovo governo ''un preciso appello: attendiamo un drastico cambio di marcia, una strategia veramente mirata alla crescita e alla competitivita'. Vogliamo che al totale disinteresse si sostituiscano atti concreti''. Negli ultimi 12 anni - e' stato rilevato nel corso dell'Assemblea dei Gie-Cia - i redditi delle aziende sono scesi del 25%. La perdita di competitivita' dell'agricoltura e' molto antecedente alla crisi economica, anche se, con il crollo della domanda e il blocco del credito, si e' fortemente acuita.

Sempre nello stesso periodo - si legge nel comunicato - la forbice tra i costi dei fattori e i prezzi dei prodotti alimentari e' mediamente aumentata del 20% a svantaggio degli agricoltori.

Questo in assenza di innovazione, significa ancora una volta perdita di reddito. La confederazione calcola, inoltre, come fatto cento il valore di un prodotto agroalimentare sul banco di vendita, all'agricoltore va il 16-18%. Quindi, per i Gie-Cia ci sono precise priorita': l'organizzazione della filiera, l'aggregazione del prodotto e lo sviluppo di organismi e relazioni intersettoriali; piu' ricerca e diffusione dell'innovazione; una grande azione di semplificazione. com-stt

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