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pubblicato il 24/gen/2013 18:57

Agnelli: con il ricordo dell'Avvocato Torino da' l'addio al Novecento

Agnelli: con il ricordo dell'Avvocato Torino da' l'addio al Novecento

(ASCA) - Torino, 24 gen - C'erano almeno mille persone dietro le transenne della piazzetta del Duomo di Torino, sotto uno splendido sole invernale, ad assistere alla sfilata di quasi altrettanti rappresentanti delle istituzioni, della politica, dell'imprenditoria e della finanza, oltre che dello sport a partire dalla sua Juventus, che hanno ricordato l'avvocato Agnelli a dieci anni della sua scomparsa. Non la folla oceanica, la processione senza fine che dieci anni fa al Lingotto rese omaggio al ''monarca'' illuminato, ma una testimonianza partecipata per celebrare un uomo e una stagione ormai archiviata proprio con questa sorta di secondo commiato.

Torino taglia, forse definitivamente con questa cerimonia, in gran parte e inevitabilmente rivolta verso il passato, il suo cordone ombelicale con l'azienda e con l'uomo che ne hanno disegnato piu' di ogni altro la fisionomia e lo stile nel Novecento. Lo fa comunque in modo composto e solenne, esaltando tratti e comportamenti che stanno scomparendo o sono gia' storia anche se non ufficiale. In chiesa da una parte c'e' tutto il mondo Fiat, da quello attuale quello che reinterpreta il sogno americano dell'avvocato, come sottolinea Elkann, rappresentato innanzitutto dall'ad Sergio Marchionne, e dai suoi manager Alfredo Altavilla, Olivier Francois Lorenzo Sistino, e poi da quelli che hanno fatto un pezzo di strada, alcuni molto lunga con l'allora presidente della Fiat, da Cesare Romiti a Paolo Fresco a Paolo Cantarella, a Gabriele Galateri, Cesare Annibaldi, Gianluigi Gabetti. Tutti nella stessa ala della chiesa occupata dalla famiglia, dalla vedova donna Marella, da Allegra vedova di Umberto Agnelli, da Maria Sole, fino ai nipoti, in primo luogo Lapo e John Elkann che accolgono sul sagrato quasi uno per uno gli importanti ospiti, a cominciare dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che durante la funzione sara' in prima fila accanto al vicepresidente del Senato Vannino Chiti, e poco distante dai ministri Fornero, Profumo e Grilli, dall'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. ''il ricordo di mio nonno lo tengo qui'', dice Lapo mettendosi una mano sul cuore.

Marchionne lo accarezzera' affettuosamente entrando in chiesa.

C'e' anche la sorella Ginevra, il cugino Andrea Agnelli, con vertici e campioni bianconeri, spuntano anche icone del passato come Giampiero Boniperti, Jose' Altafini, Roberto Bettega, Pietro Anastasi, francesco Morini, Ciro Ferrara. Manca, ma gia' si prevedeva alla vigilia, la figlia dell'Avvocato, Margherita, protagonista negli ultimi anni di un amaro contenzioso sull'eredita' del padre. Sul lato destro del duomo i rappresentanti delle istituzioni, del mondo bancario, Intesa-Sanpaolo innanzitutto (Bazoli e Cucchiani) delle fondazioni, Guzzetti della Cariplo, Chiamparino della Compagnia di San Paolo. C'e' anche l'ex presidente della fondazione di corso Vittorio Angelo Benessia. poi Marco Tronchetti Provera, Salvatore Ligresti e la figlia Jonella.

Dalla gente comune, assiepata dietro la via XX settembre, si leva un applauso quando arriva il Capo dello Stato. Da piu' voci, quella dell'arcivescovo Cesare Nosiglia, cosi' come quella del suo predecessore Severino Poletto, che aveva celebrato i funerali dell'Avvocato, si sottolinea l'uomo, l'imprenditore che aveva come orizzonte il mondo e le radici ben piantate nel suo territorio d'origine con la consapevolezza della responsabilita' sociale che un'azienda grande come la Fiat aveva e ha nel paese.

Persino il sindaco di Torino Piero Fassino ricorda che l'Avvocato lo considerava ''uno dei nostri'', perche' torinese.

Radici e responsabilita' che sembrano ormai disegnate su una vecchio diario. Cosi' come cambia anche l'interpretazione del proprio compito nella societa' e nelle istituzioni. E' quanto sottolinea lo stesso Napolitano nel suo intervento in consiglio comunale quando ricorda che l'Avvocato fu senatore a vita, riconoscimento ''che egli mostro' di intendere pienamente nel suo significato e nel suo valore''. Un riferimento all'attualita', forse anche al passaggio nell'agone politico del senatore a vita Mario Monti. E accentuato dal richiamo alla distinzione ''nelle sfere di impegno'' di cui c'e' necessita' ancora in Italia.

eg/mau/bra

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