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pubblicato il 14/nov/2014 11:48

A Taranto iniziato il processo d'appello per l'omicidio Scazzi

Il legale di Cosima Serrano: "Ci auguriamo più serenità"

A Taranto iniziato il processo d'appello per l'omicidio Scazzi

Taranto, 14 nov. (askanews) - È iniziato davanti alla corte d'Assise d'Appello di Taranto il processo di secondo grado per l'omicidio di Sarah Scazzi, la studentessa di 15 anni strangolata ad Avetana il 26 agosto del 2010. In primo grado per l'omicidio sono state condannate all'ergastolo Sabrina Misseri e Cosima Serrano, cugina e zia della vittima. Lo zio Michele Misseri è stato condannato ad 8 anni per soppressione di cadavere, per aver nascosto in un pozzo il corpo della nipote dopo il delitto. L'udienza s'è aperta con la relazione del presidente Rosa Patrizia Sinisi che ha riassunto il contenuto della sentenza di primo grado ed i motivi di Appello per i quali la difesa ha impugnato le condanne.

"Ci auguriamo più serenità - dice all'ingresso della Corte d'Appello l'avvocato Franco Deiaco, difensore di Cosima Serrano - ed una analisi più dettagliata degli elementi del primo grado. Non dimenticate che Taranto è stata gia condannata per ingiusta detenzione". "Il quadro emerso dal primo grado - commenta l'avvocato Nicola Marseglia, difensore di Sabrina insieme al professor Franco Coppi - è troppo indiziario e gli elementi di prova non consentono di arrivare ad una condanna".

I difensori delle due donne hanno chiesto la riforma della sentenza di primo grado e l'assoluzione delle due donne. Fra le richieste della difesa anche quella di riascoltare Michele Misseri in aula, in particolare sulle sue recenti dichiarazioni tv relative alla dinamica del delitto, di cui il contadino continua a proclamarsi unico responsabile. "Michele Misseri ha tentato un approccio sessuale nei confronti della nipote alcuni giorni prima del delitto - spiega in aula il professor Coppi - e qualche giorno dopo ha reiterato il tentativo ed alla reazione della ragazzina l'ha uccisa". Il sostituto procuratore generale Antonella Montanaro ha chiesto la sospensione dei termini di custodia cautelare a carico di Cosima e Sabrina data la complessità del processo. I termini di carcerazione delle due donne scadono il 20 aprile 2015.

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