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Venerdì 20 novembre 2020 - 09:49

Confiscati beni per 27 mln a Carminati, Buzzi e altri indagati

Una villa del "cecato" affidata alla Asl per progetto su autismo
Confiscati beni per 27 mln a Carminati, Buzzi e altri indagati

Roma, 20 nov. (askanews) – Eseguita dalla Guardia di Finanza di Roma la confisca definitiva di beni per circa 27 milioni riconducibili, direttamente o indirettamente, a Massimo Carminati, Riccardo Brugia, Roberto Lacopo, Salvatore Buzzi, Agostino Gaglianone, Fabio Gaudenzi, Cristiano Guarnera e Giovanni De Carlo, tutti arrestati nel dicembre 2014 dal Ros carabinieri di Roma nell’ambito dell’operazione “Mondo di mezzo”.

Si tratta dell’epilogo delle indagini patrimoniali svolte nei confronti degli indagati e dei loro “prestanome”, delegate dalla Dda di Roma al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, in una cornice di coordinamento investigativo con i carabinieri. Gli specialisti del Gico della GdF hanno ricostruito il “curriculum criminale” dei proposti, accertando la sussistenza dei requisiti di “pericolosità sociale” e della rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati e i patrimoni accumulati nel tempo, necessari affinché il Tribunale capitolino emettesse vari decreti di sequestro, su richiesta della Procura, eseguiti a partire dalla fine del 2014.

Parallelamente all’iter giudiziario per i reati contestati agli indagati, sono stati celebrati i vari gradi di giudizio dell’autonomo procedimento per la misura di prevenzione, che si è concluso con la pronuncia della Corte di Cassazione del 22 ottobre scorso che ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti dalle parti.

E’ stata resa così definitiva la confisca di beni per un valore di stima pari a circa 27 milioni di euro, e in particolare: 4 società dei settori immobiliare e del commercio di prodotti petroliferi; 13 unità immobiliari e un terreno tra Roma e provincia; 13 automezzi; 69 opere d’arte di importanti esponenti della scena artistica della seconda metà del XX secolo (Pop Art, Nouveau Réalisme, Futurismo e Surrealismo); numerosi rapporti finanziari.

A Massimo Carminati – condannato per associazione per delinquere, traffico di influenze illecite e corruzione in relazione alle vicende di cui all’operazione in argomento e noto per i suoi trascorsi nella formazione di estrema destra Nuclei Armati Rivoluzionari nonché per il “rapporto stabile e funzionale” con la “Banda della Magliana” e il furto al caveau della Banca di Roma presso la Città Giudiziaria di Roma, commesso tra il 16 e il 17 luglio 1999 – sono state confiscate, tra l’altro, la villa di Sacrofano e opere d’arte per un valore di oltre 10 milioni di euro. Un’altra villa, nella stessa località, è stata affidata in comodato d’uso gratuito, per vent’anni, all’Asl Roma 4 per la realizzazione di una importante struttura sociosanitaria per aiutare le famiglie di pazienti con autismo.

Nei confronti di Buzzi, imprenditore a capo dell’ampia rete di cooperative coinvolte nell’inchiesta e anch’egli condannato per associazione per delinquere, traffico di influenze illecite e corruzione, la misura patrimoniale ha ad oggetto due immobili a Roma nonché le quote e il patrimonio di due società, per un valore stimato di oltre 2,6 milioni di euro.

Indipendentemente dall’esito del giudizio penale, la confisca di beni è stata disposta anche a carico del “braccio destro” di Carminati, Riccardo Brugia, e dell’altro sodale Fabio Gaudenzi, nonché degli imprenditori Roberto Lacopo – con riferimento, tra l’altro, alla società che gestiva il distributore di carburante sito in Corso Francia a Roma – Agostino Gaglione, Cristiano Guarnera e Giovanni De Carlo.

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