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Sabato 17 ottobre 2020 - 19:17

Omotransfobia, #restiamoliberi: ritirare il liberticida ddl Zan

Massimo Gandolfini: forte appello al mondo lgbt

Roma, 17 ott. (askanews) – Migliaia di persone hanno animato l’iniziativa #restiamoliberi per esprimere il dissenso contro il ddl Zan sull’omotransfobia, promossa dalle Associazioni per la libertà di pensiero. Nonostante le restrizioni imposte per la pandemia e nel rispetto di tutte le misure di sicurezza anti-Covid 19, in Piazza del Popolo a Roma erano presenti numerosi esponenti di eterogenei settori della società: giornalisti, intellettuali liberali, professori universitari, parlamentari, esponenti di oltre 52 associazioni e soprattutto famiglie che intendono difendere il diritto inalienabile al primato educativo sui lori figli e il diritto alla libera espressione del pensiero.

Durante la manifestazione gli organizzatori hanno ribadito la condanna ad ogni forma di discriminazione e violenza basata sull’orientamento sessuale ma allo stesso tempo hanno ricordato che non esiste alcun vuoto normativo: il nostro ordinamento dispone di tutti gli strumenti giuridici necessari per perseguire e condannare chi si e’ reso colpevole di questi atti, come dimostrano numerose e severissime sentenze gia’ passate in giudicato.

Questa legge, oltre a creare un soggetto privilegiato iper-tutelato e a menzionare un’identità di genere sganciata dal sesso biologico e avversata dal mondo femminista, stanzia 4 mln di euro per affidare ai movimenti LGBT un’azione di prevenzione che significherà insegnamento gender nelle scuole. Tutto ciò in un momento di crisi economica senza precedenti, che vede famiglie e imprese in grande difficoltà.

Senza contare il risvolto intimidatorio: pene dai 18 mesi a 6 anni di galera a chi semplicemente si impegna per promuovere il diritto naturale di ogni bambino ad avere un padre e una madre o a chi definisce come un abominio contro il genere umano la barbara pratica dell’utero in affitto. A ciò si aggiunge, come nei campi di rieducazione delle peggiori dittature, l’attività non retribuita presso le associazioni del mondo LGBT.

“La piazza di oggi non è il punto di arrivo ma il punto di partenza perché non abbiamo intenzione di fare un solo passo indietro di fronte a questo progetto di legge illiberale e liberticida, questa piazza è anche un appello a tutti parlamentari di ogni partito che riconoscono la bontà della nostra posizione che non è per nulla ideologica né confessionale, affinché rappresentino il popolo della libertà democratiche nella aule della Camera e del Senato”, così ha detto il leader del Family Day, Massimo Gandolfini.

“Oggi lanciamo anche un forte appello al mondo lgbt nei confronti del quale ribadiamo il nostro rispetto, restando assolutamente convinti che ogni forma di violenza o discriminazione è da perseguire utilizzando le norme penali già in vigore nel nostro Paese, senza creare reati di opinione, degni di una dittatura del pensiero unico e dannosi per tutti, rispetto ai temi fondamentali per l’antropologia umana quali la filiazione, la maternità e l’identità di genere”, prosegue Gandolfini

“Infine ci rivolgiamo al governo, affinché lasci cadere questo disegno di legge, ponendo ogni attenzione ai temi della sofferenza sociale ed economica delle famiglie italiane, anche un solo euro disponibile va destinato a sostegno delle politiche familiari e non certo a favore di progetti di legge inutili e dannosi”, aggiunge ancora il leader del Family Day.

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