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Venerdì 16 ottobre 2020 - 18:06

Covid, ordinanza Lombardia nasce da accordo unanime con i sindaci

Fontana: confronto schietto in un clima costruttivo
Covid, ordinanza Lombardia nasce da accordo unanime con i sindaci

Milano, 16 ott. (askanews) – Nasce da un accordo “unanime” tra la giunta della Lombardia e i sindaci delle città capoluogo la nuova ordinanza regionale che entrerà in vigore domani 17 ottobre per fronteggiare l’ascesa dei contagi da coronavirus sul territorio. “E’ stato un confronto schietto, utile e produttivo, svolto in un clima costruttivo e positivo”, ha detto il presidente Attilio Fontana dopo la riunione alla quale hanno partecipato anche il prefetto di Milano, Renato Saccone, e i capigruppo dei partiti del Pirellone.

L’incontro è stato introdotto da una descrizione da parte dei tecnici sulla situazione epidemiologica della regione. Dopo c’è stato un confronto tra politici e amministratori che si è concluso, ha fatto sapere Palazzo Lombardia, con la condivisione unanime di una serie di indicazioni che finiranno nell’ordinanza in vigore da domani su tutto il territorio regionale.

L’ordinanza, che passerà dopo l’ok del Cts, contiene come annunciato nel pomeriggio dallo stesso governatore lo stop di tutte le competizioni sportive dilettantistiche di carattere regionale che prevedano il ‘contatto fisico’, comprese quelle dei settori giovanili. Inoltre è prevista la rimodulazione delle regole e degli orari per bar e ristoranti, vietando altresì il consumo di bevande sul suolo pubblico. Il provvedimento della Regione prevede anche la chiusura di sale gioco, sale scommesse e sale bingo.

“Tutte le parti presenti – ha sottolineato in una nota Palazzo Lombardia – hanno condiviso la necessità urgente di trasmettere al Governo un messaggio forte e chiaro sull’opportunità di attivare un modello scolastico che preveda lezioni a distanza alternate e lo scaglionamento dell’orario di ingresso a scuola, così da togliere pressione al sistema del trasporto pubblico locale”. Una proposta analoga sulle università, per le quali si chiede la didattica a distanza ad esclusione delle matricole e dei tirocinanti. Infine, sarà chiesto al Governo anche un aumento della quota dello smartworking, per tutte le attività in cui questo è attuabile.

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