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Giovedì 15 ottobre 2020 - 18:08

Mps, Profumo e Viola condannati a 6 anni

3 anni e 6 mesi a Salvadori. I pm avevano chiesto assoluzione
Mps, Profumo e Viola condannati a 6 anni

Milano, 15 ott. (askanews) – L’ex presidente di Mps, e attuale amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, è stato condannato a 6 anni di carcere nel processo sulle presunte irregolarità nella contabilizzazione dei bilanci approvati dall’istituto di credito senese nel periodo compreso tra il 2012 e il primo semestre 2015. Il Tribunale di Milano ha anche condannato alla stessa pena anni l’ex amministratore delegato di Rocca Salimbeni, Fabrizio Viola, e 3 anni e 6 mesi anni l’ex presidente del consiglio sindacale Paolo Salvadori. La pubblica accusa, rappresentata dai pm Stefano Civardi e Mauro Clerici, aveva chiesto l’assoluzione di tutti gli imputati dalle accuse di false comunicazioni sociali e aggiotaggio.

Le imputazioni riguardavano una serie di presunte irregolarità nella contabilizzazione a bilancio di 5 miliardi di derivati legati alle operazioni effettuate dall’sitituto di Rocca Salimbeni con tedesca Deutsche Bank e la giapponese Nomura: sono i derivati denominati “Alexandria” e “Santorini” che tra il 2012 e il primo semestre 2015 sarebbero stati falsamente rappresentati a bilancio come operazioni in titoli di Stato attraverso una contabilizzazione “a saldi aperti”. Operazione questa che, come aveva sottolineato il pm Civardi nella sua requisitoria, “non era corretta ma di certo non era diretta a ingannare soci e mercati”. Una ricostruzione, quella della pubblica accusa, che in questo caso è analoga alla linea della difesa: “Il cambio di contabilizzazione non aveva rilevanza sul giudizio degli investitori”, avevano puntualizzato durante le arringhe difensive gli avvocati Francesco Mucciarelli e Adriano Raffaelli, legali di Profumo. Diverso il parere dei giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano che hanno respinto le richieste di accusa e difesa condannando tutti gli imputati. In particolare Profumo e Viola sono stati ritenuti colpevoli di aggiotaggio e di aver fornito false comunicazioni a soci e mercati ma solo nel primo semestre 2015. Ma assolti dall’accusa di false comunicazioni sociali nel biennio 2013-2014 “perchè il fatto non sussiste”.

Dichiarata invece la prescrizione per le false comunicazioni sociali che risalgono all’anno 2012. Profumo e Viola sono anche stati condannati alle pene accessorie di rito: 5 anni di interdizione dai pubblici uffici e 2 anni di interdizione dagli uffici direttivi di imprese. Per loro è anche scattata una sanzione pecuniaria pari a 2,5 milioni di euro ciascuno. Anche Banca Mps, finita sul banco degli imputati per responsabilità amministrativa di società per reati commessi da propri dirigenti, è stata condannata al pagamento di una sanzione da 800 mila euro.

“E’ una sentenza sbagliata. Leggeremo con attenzione le motivazioni e sicuramente faremo appello”, ha commentato l’avvocato Adriano Raffaelli, difensore di Alessandro Profumo: “Siamo sicuri che i nostri assistiti abbiano operato correttamente”.

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