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Lunedì 12 ottobre 2020 - 15:43

Aldo Lorenzoni lascia la direzione, il saluto dei Consorzi

Sandro Gini: sostenibilità e biodiversità il suo leit motiv
Aldo Lorenzoni lascia la direzione, il saluto dei Consorzi

Roma, 12 ott. (askanews) – Aldo Lorenzoni saluta il timone della Casa del vino e dei suoi Consorzi e Strade dopo 22 anni al servizio di tutte le aziende socie e non. Enologo, classe 1958, ha contribuito negli anni allo sviluppo del mondo consortile veneto, progettando e implementando sia nuovi sistemi produttivi a denominazione (Arcole e Merlara), sia realizzando significative modifiche delle regole produttive.

Sandro Gini, presidente del Consorzio Soave, parla dell’attività di Lorenzoni sul fronte della valorizzazione territoriale: “Riassumere in poche righe quanto fatto da Aldo Lorenzoni per il Soave non è facile. A partire dallo sviluppo della zonazione viticola di tutto il comprensorio che oggi ci ha permesso di riconoscere le 33 Unità Geografiche Aggiuntive, a tutto il percorso fatto dl Consorzio sul fronte della sostenibilità declinata in chiave di paesaggio e biodiversità. Un percorso che ha portato a importanti riconoscimenti internazionali, prima come Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano e successivamente come Patrimonio Agricolo Globale della FAO. Questa è la testimonianza che lascia, tracciando una visione di trasformazione “green”, sempre in ottica di rispettare i 3 dettami principali della denominazione ovvero Coerenza, Continuità e Condivisione. Importante anche la creazione del marchio Volcanic Wines che riunisce i territori europei con suoli di matrice vulcanica e gli studi sulla longevità del Soave”.

Anche Paolo Fiorini, presidente del Consorzio del Durello, traccia il percorso di crescita della denominazione: Nata nel 1987 la piccola denominazione del Lessini Durello ha avuto negli anni una crescita esponenziale, e si può dire che l’attività sia iniziata nel 1998, quando Aldo Lorenzoni ha preso in carico la direzione del Consorzio. Ha da subito creduto alla potenzialità di quest’uva e delle poche aziende che lo producevano (6 aziende per 50.000 bottiglie). Oggi i soci sono 35 e in questi anni il Consorzio ha sviluppato un clima di consapevolezza e fiducia. Ricerca costante e valorizzazione sono state le parole chiave che hanno permesso al Lessini Durello di rappresentare oggi una delle denominazioni italiane più sotto i riflettori per la sua unicità. Credo di interpretare anche le parole del Presidente della Strada del Vino Giamberto Bochese, nel sottolineare il grande impegno nei confronti della candidatura a patrimonio Unesco della Val D’Alpone e lo sviluppo in ottica turistica con il progetto Volcanic Wine Park. E per Stefano Faedo, presidente del Consorzio dell’Arcole, quest’anno il Consorzio dellA’rcole – dice – compie vent’anni. Lorenzoni ha contribuito fin dall’inizio alla nascita di questa realtà viticola che in pochi anni è cresciuta in maniera esponenziale: dai 2500 ettari iniziali, oggi abbiamo quasi raddoppiato la potenzialità produttiva. Credo che il merito di Lorenzoni si stato quello di far convivere insieme in maniera sinergica e ottimale tanti Consorzi con anime e obiettivi diversi. Luigino De Togni, storico presidente della DOC Merlara ricorda che quando Lorenzoni ha preso la guida di questo consorzio, tutto il nostro piccolo comprensorio tra Padova e Verona ha assistito a una rivoluzione e una nuova consapevolezza della potenzialità che può sviluppare questo territorio fino ad allora un po’ sottovalutato. Accanto al successo di varietà internazionali abbiamo sviluppato una forte attenzione sulle uve autoctone come la Malvasia Istriana e il Marzemino che oggi sono diventate dei veri marcatori territoriali.

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