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Mercoledì 16 settembre 2020 - 14:14

Monopattini elettrici: manager Bird rischia processo per incidente

A Milano chiuse indagini anche per il 23enne che investì una donna
Monopattini elettrici: manager Bird rischia processo per incidente

Milano, 16 set. (askanews) – Stava attraversando una strada a pochi passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio, nel pieno centro di Milano, quando venne investita da un monopattino elettrico che viaggiava in contromano. L’anziana donna fu scaraventata a terra fratturandosi il bacino, rimanendo immobilizzata per i successivi 90 giorni. Ora il 23enne alla guida del mezzo a due ruote in condivisione e il legale rappresentante della società di noleggio di monopattini “Bird” rischiano di finire sotto processo per lesioni stradali gravi. E’ Milano la prima procura italiana ad aver chiuso un’inchiesta su un incidente provocato da un monopattino elettrico. L’avviso di chiusura indagini che i magistrati del pool “salute e lavoro”, diretti dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, hanno notificato ai due indagati è infatti l’atto che di norma prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

L’incidente stradale finito nel mirino dei magistrati risale al 22 maggio 2019. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il monopattino non poteva circolare: la sperimentazione decisa da Palazzo Marino non era ancora ufficialmente partita perchè dal Ministero non erano ancora arrivate le linee guida necessarie per regolare la circolazione dei mezzi elettrici in città. Perciò il servizio di noleggio in condivisione avviato dalla società “Bird” era illecito. Ed è per questo che, oltre che al conducente del monopattino che travolse l’anziana donna, i magistrati milanesi addossano le responsabilità di quell’incidente anche al manager tedesco con delega di rappresentante legale di Bird in Italia. Quest’ultimo, come si legge nel capo di imputazione, è accusato di aver provocato una situazione di “pericolo per gli utenti della strada mettendo a disposizione monopattini elettrici in numero imprecisato per il noleggio con modalità free floating, nonostante si trattasse di dispositivi di cui era stata vietata in ogni caso la circolazione su carreggiata ed in presenza di esplicito divieto da parte del Comune di Milano ad intrapredere l’attività, omettendo di fornire chiare indicazioni agli utilizzatori sui divieti esistenti per tale categoria di veicoli”.

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