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Mercoledì 9 settembre 2020 - 14:41

##Kureishi debutta in prima mondiale al Teatro Stabile di Torino

Su il sipario su nuova stagione, dal titolo "Diversamente classico"

Torino, 9 set. (askanews) – Dopo il lockdown aveva proposto un cartellone estivo, che ha avuto un buon successo di pubblico, e ora rilancia con un debutto internazionale e nuove coproduzioni. E’ il Teatro Stabile di Torino che oggi ha svelato una parte della prossima stagione teatrale, da ottobre alla fine dell’anno. “Diversamente classico”, così si chiama il cartellone di quest’anno, mette insieme riletture del canone teatrale e novità assolute di grandi drammaturghi contemporanei. Un solco scavato in questi anni dallo Stabile torinese, con successo.

Ad aprire la stagione il 5 ottobre sarà il direttore artistico Valerio Binasco con “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller, pièce rimasta congelata dalla scorsa stagione a causa del lockdown.

“Ora sono di nuovo in un mio personalissimo lockdown a provare in teatro”, ha ironizzato Binasco. “‘Uno sguardo dal ponte è l’emblema del ‘Diversamente classico’. Il testo è contemporaneo , ma è un classico della drammaturgia, tant’è vero che si ispira alla tragedia greca. I personaggi sono degli immigrati clandestini, ma sono italiani in America. Ci avevamo lavorato per 15 giorni poco prima del lockdown e ci sembrava di avere in mano un’energia esplosiva. Speriamo che sia possibile riacquistare quell’energia sulfurea che ci aveva attraversato”, è stato l’auspicio di Binasco.

Il grande evento teatrale dell’autunno sarà il debutto mondiale della nuova pièce del romanziere e drammaturgo britannico Hanif Kureishi in prima assoluta dall’8 al 20 dicembre. Si chiama “The Spank” e sarà diretta da Filippo Dini, in scena accanto a Binasco.

“E’ una commedia degli imprevisti, molto adatta a questi tempi. I protagonisti sono un dentista e un farmacista, due grandi amici che si incontrano in un caffè abitualmente, ma ad un certo punto qualcosa si incrina: litigano per una donna e le loro vite iniziano a sgretolarsi”, ha svelato in diretta da Londra, lo stesso Kureishi, che si è detto onorato di poter debuttare in Italia. “La mia compagna è italiana e ho imparato a conoscere il vostro paese da vicino. Sono un grande entusiasta della letteratura italiana, per esempio”, ha commentato.

Non mancheranno le nuove coproduzioni italiane. Dal 10 al 22 novembre 2020, al Teatro Carignano, debutterà “Peachum”, rilettura di Fausto Paravidino, del capolavoro di Bertolt Brecht, ‘L’opera da tre soldi’. Protagonisti Rocco Papaleo e lo stesso Paravidino. Il tema portante sarà la miseria, non solo quella materiale, ma anche quella di chi si vuole arricchire, la miseria di chi ha paura di diventare povero. Lo spettacolo è coprodotto con il Teatro Stabile di Bolzano.

Al Teatro Gobetti, dal 6 al 18 ottobre 2020, Laura Curino e Lucia Vasini, dirette dalla regista cinematografica Anna Di Francisca, raccontano le storie de ‘L’anello fort’e di Nuto Revelli: memorie di lavoro e tenacia di un gruppo di donne, storie di soprusi ed emancipazione.

Non mancano poi gli ‘enfant prodige’ del teatro, come Leonardo Lidi, in questi giorni impegnato alla Biennale Teatro che calcherà i palcoscenici torinesi dal 27 ottobre all’8 novembre 2020, con una prima nazionale “La casa di Bernarda Alba”, che il Covid ha lasciato in sospeso dall’anno scorso. “Sono felice di tornare a Torino. Penso che sia molto importante esserci, ‘Bernarda Alba’ si è interrotto alla vigilia del lockdown. E’ stato un duro colpo. E’ bello poterlo riprendere e al Carignano”, ha detto Lidi.

Centosessanatre’ alzate di sipario, 10 compagnie ospiti e 12 titoli di autori viventi e un ‘Menù della poesia’, per chi si recherà in biglietteria: un collettivo di attori professionisti offrirà poesia, teatro e letteratura a spettatori e curiosi nell’atrio del Carignano, dove è stata trasferita la biglietteria.

Tutti e tre i teatri, Carignano Gobetti e Fonderie Limone, sempre che non cambi qualcosa strada facendo, avranno un terzo della loro capienza. “Le norme applicate nei teatri e nei cinema sono molto rigide e rispettate. E quindi sono tra i luoghi di aggregazione sociale più sicuri”, ha assicurato Filippo Fonsatti, direttore dello Stabile.

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