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Mercoledì 9 settembre 2020 - 12:26

In Ticino cinque panchine affacciate sulla bellezza

Proposte per escursioni alla ricerca di panorami e emozioni
In Ticino cinque panchine affacciate sulla bellezza

Milano, 9 set. (askanews) – Cinque panchine affacciate sul mondo, dove sedersi per ammirare lo scenario che si apre dinanzi ai nostri occhi e lasciarsi trasportare dalle emozioni. Semplicemente, senza altro pensiero che non quello di respirare la bellezza. Cinque panchine: è un invito a guardare il mondo da una prospettiva tanto semplice quanto sottovalutata; è una proposta di viaggio in Ticino alla riscoperta di una bellezza vicina.

Ecco allora le cinque panchine, cinque tra le tante possibili. Nel Mendrisiotto si può passeggiare su milioni di anni di storia per poi sedersi e guardare la valle scorrere ai nostri piedi. Camminando sul Monte San Giorgio la salita si fa sentire, ma ad accogliervi c’è un panorama indimenticabile e un piccolo rifugio per un semplice ristoro. Niente high tech, niente bottoni da premere o codici da digitare: nel rifugio sulla montagna Patrimonio mondiale dell’UNESCO c’è una semplice fessura nella parete dove mettere 3 franchi per poter prendere una tra le bibite disposte sul ripiano sottostante. Un segno di fiducia, ma soprattutto una bella e rinfrescante sorpresa dopo la salita tra i boschi di faggio e di castagno. La salita che da Meride porta fino alla cima del Monte San Giorgio lungo un percorso acciottolato è abbastanza faticosa: supera un dislivello di circa 500 metri e l’ultimo pezzo, dove la cima è lì che sembra vicina e ti osserva dall’alto, è esposto al sole e richiede ancora un ultimo sforzo. Poi però, una volta arrivata in cima, il panorama è un premio per gli occhi: sembra che il Lago di Lugano, Melide e Morcote e le montagne si siano messi in posa davanti alla comoda panchina.

Il Parco San Michele (Lugano) a Castagnola, sul pendio del Monte Bré, offre la vista panoramica più affascinante di tutta Lugano. Da qui la città sottostante e il suo traffico appaiono insignificanti. Dietro la cappella dedicata a San Michele, si estende la principale terrazza panoramica del parco, dalla quale si possono ammirare il golfo di Lugano, il Lido e il lungolago. Lo scenario è chiuso dal Monte San Salvatore che, da questa prospettiva, si staglia in tutta la sua imponenza. In lontananza emergono le cime della catena alpina che al tramonto offrno uno spettacolo incandescente di forme e colori. Sulla sinistra, l’occhio può spaziare da Melide, Campione e Bissone fino alla pianura lombarda. Il Parco San può essere raggiunto in 5 minuti a piedi sia dal parcheggio di Ruvigliana, sia dal parcheggio della chiesa di Castagnola che dalla fermata intermediaria della funicolare Monte Bré.

Un’aura di mistero circonda la pachine dove sedersi tra le rovine del villaggio di Prada. Abitato sin dal 1381, il villaggio nel 1583 contava ancora 40 famiglie (160 – 200 persone) che godevano degli stessi diritti e privilegi di coloro che abitavano nel borgo, con il diritto di partecipare alle sedute del Consiglio di Bellinzona. Ma a partire dalla prima metà del 1600, per motivi sconosciuti il villaggio è stato abbandonato. Ma ancora oggi si possono osservare più di una trentina di rovine di edifici, in origine alti fino a tre piani, che si sono preservati fino ad oggi grazie alla raffinata tecnica di costruzione utilizzata per gli stabili. Sulla planimetria del villaggio si possono osservare diversi gruppi di case addossate le une alle altre come moderne casette a schiera, questa peculiarità così evidente la si trova solo a Prada. Peculiarità che verrà messa in risalto dai lavori di consolidamento che la Fondazione Prada si appresta ad eseguire su alcuni diroccati del villaggio medievale.

A Orselina, vicino al Santuario Madonna del Sasso, c’è la stazione di partenza della funivia per Cardada. Per arrivare alla stazione di partenza si può utilizzare la Funicolare Locarno-Orselina. Da visitare a Cardada il promontorio paesaggistico o passerella che si inoltra nel bosco come una fuga. Nel pavimento di granito della passerella sono incavati alcuni segni simbolici che accompagnano il visitatore nella parte terminale, dove sono raccontati brevi testi e immagini rapportati ai luoghi, di cui narrano alcune particolarità e la storia. Sedersi e ammirare la vista sul Lago Maggiore è davvero una esperienza indimenticabile. Lungo il percorso ludico di 1di poco più di un chilometro si incontrano una serie di giochi destinati a tutte le fasce d’età. Con la seggiovia a due posti si sale da Cardada a Cimetta. Sospesi in parallelo all’asse di guida permette di godere dell’incomparabile vista anche durante il viaggio. Il punto più alto a Cimetta è l’osservatorio geologico con una vista panoramica a 360 gradi.

Infine una sosta è da fare nel Bosco Sacro di Mergugno. Qui cresce abbondante il maggiociondolo di montagna, piccolo albero che raggiunge un’età venerabile è “segna” l’atmosfera del luogo, soprattutto fra maggio e giugno con i suoi grandi fiori giallo-oro dal profumo intenso. In un quarto d’ora dalla Posta di Brissago, passando per la frazione d’Incella, dopo una serie di tornati si giunge al Monte Mergugno. Lasciata l’auto al parcheggio a fine strada, si prosegue a piedi lungo un sentiero segnalato in direzione “Al legn, Ghiridone”.Una ventina di minuti e ci si trova in un bel prato con rododendri e maggiociondoli solitari, che si stagliano magnificamente contro le falde del Ghiridone. Al momento della fioritura, tra maggio e giugno, questo posto è la mecca di botanici e ammiratori della natura. Lo spettacolo dei fiori a grappolo del maggiociondolo di montagna, gialli e profumati, è veramente unico. Un’ulteriore ventina di minuti e si ammirano poi gli esemplari più impressionanti, corrugati, fessurati, cavernosi, contorti. Sono grandi individualità, dimore di demoni della natura, alcuni a terra in lentissima decomposizione. I luoghi invitano alla camminata lenta e il colpo d’occhio sul Lago Maggiore è semplicemente grandioso.

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