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Lunedì 24 agosto 2020 - 12:34

Amatrice, vescovo: Papa ha chiamato, non ha atteso anniversario

Ieri una teletonata, Pompili: si è sempre informato discretamente

Roma, 24 ago. (askanews) – “Ieri mattina, il Papa mi ha chiamato al cellulare e mi ha detto: ‘Domani alla Messa ad Amatrice e ad Accumoli porta i miei saluti alla gente. Di loro che sono vicino. E che invio la mia benedizione’. Poi all’Angelus – lo abbiamo sentito tutti – ha invitato ad accelerare la ricostruzione per far sì che si possa tornare a vivere serenamente in queste bellissime terre dell’Appenino”. Così il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, all’inizio della messa celebrata oggi ad Amatrice nel quarto anniversario del terremoto che ha colpito l’Italia centrale. “In realtà – ha detto il vescovo di Rieti – quella di ieri è l’ennesima volta in cui Papa Francesco si è informato della situazione dopo il terremoto. Da quando alle 7 del 24 agosto chiamò per informarsi della tragedia non ha mai smesso di interessarsi e non così per dire, ma fattivamente, come quando qualche mese fa fece fare la spesa in una delle nostre realtà dell’agroalimentare dovendo andare a far visita ad una comunità di giovani. Il Papa, insomma, è tra quelli che non aspettano l’anniversario per ricordarsi del terremoto. Ma lo fa discretamente e con continuità. Quel che evita ad un anniversario di scadere nella retorica è questa continuità nel tempo. Chiediamo perdono se siamo per caso tra quelli che si svegliano a questo dramma solo in coincidenza del 24 agosto. Allora saremmo semplicemente ‘retorici’ sia che si tratti di gente comune, sia che si tratti di istituzioni, sia che si tratti di media”.

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