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Mercoledì 5 agosto 2020 - 11:33

Antartide, scoperte con i satelliti 11 nuove colonie di pinguini

Localizzate grazie alle immagini di Sentinel-2 di Copernicus
Antartide, scoperte con i satelliti 11 nuove colonie di pinguini

Roma, 5 ago. (askanews) – Un gruppo di scienziati del British Antarctic Survey (BAS), utilizzando i dati del satellite Sentinel-2 del programma europeo Copernicus, ha scoperto 11 nuove colonie di pinguini imperatore in Antartide, tre delle quali già identificate prima ma non confermate.

La scoperta, pubblicata oggi su “Remote Sensing in Ecology and Conservation”, porta a 61 il numero totale di colonie presenti nell’intero continente antartico, il 20% in più rispetto a quanto si pensasse.

Studiare le colonie di pinguini è estremamente difficile per l’ambiente in cui vivono, un territorio remoto e difficilmente accessibile con temperature che raggiungono i -50°C. Per questo negli ultimi 10 anni gli scienziati del BAS – segnala l’Agenzia spaziale europea – hanno utilizzato i satelliti per cercare nuove colonie.

Se i pinguini sono troppo piccoli per apparire nelle immagini satellitari le gigantesche macchie scure di guano sul bianco del ghiaccio sono invece facilmente identificabili nelle immagini offerte da Sentinel-2. E proprio queste macchie marroni hanno permesso agli scienziati di localizzare e tracciare le popolazioni di pinguini nell’intero continente.

Peter Fretwell, primo autore e geografo al BAS commenta: “É una scoperta eccitante. Le nuove immagini satellitari della costa antartica ci hanno consentito di trovare queste nuove colonie. Nonostante sia una buona notizia, le colonie sono piccole e aumentano solo del 5-10% la popolazione totale di pinguini portandola a poco più di mezzo milione di esemplari o circa 265.500-278.500 coppie”.

I pinguini sono particolarmente vulnerabili al cambiamento climatico così come al riscaldamento delle acque dell’oceano che sciolgono il ghiaccio su cui vivono e si riproducono. Secondo le proiezioni climatiche il loro habitat è in declino. I risultati dello studio mostrano che la maggior parte delle nuove colonie sono ai margini dei territori di riproduzione di questi animali che potrebbero andare persi con l’aumento delle temperature. Occorre dunque continuare a monitorare con attenzione gli effetti del cambiamento climatico su questi siti.

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