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Sabato 1 agosto 2020 - 14:32

Venosa come capitale italiana della cultura, si discute

Proposto l'istituzione di un Forum

Roma, 1 ago. (askanews) – Le modalità di gestione della candidatura del Comune di Venosa al prestigioso riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2022 è stata duramente contestata da gran parte dei gruppi politici presenti nel Consiglio Comunale che, nel corso di un incontro in cui si è discusso delle procedure da rispettare, hanno stabilito di avviare una iniziativa comune per ricondurre nel solco della correttezza e della partecipazione diffusa, l’azione del Comune, finora attestata quasi esclusivamente alla Sindaca e alla Giunta comunale.

La presa di posizione de gruppi politici presenti all’incontro è legata ad una questione di responsabilità verso l’intera comunità locale. Come insegna Matera, le possibilità di successo di queste iniziative sono direttamente collegate al livello di coinvolgimento e protagonismo di tutte le componenti politiche, sociali ed economiche.

“Il riconoscimento ‘Capitale italiana della cultura’ – si spiega in una nota – per noi non è una semplice icona da aggiungere alla carta intestata del Comune, ma una importante occasione di crescita della collettività, pertanto, dovrebbe necessariamente coinvolgere gli organi di rappresentanza politica espressione di tutta la cittadinanza, a partire dal Consiglio Comunale. A tal fine, si propone la costituzione di un Forum istituzionalizzato permanente di confronto e proposte “Verso Venosa capitale italiana della cultura”. Tale Forum, nel caso di non disponibilità da parte della Giunta, sarà costituito da tutti coloro che ritengono un importante valore, la partecipazione democratica e attiva come strumento di progresso sociale della comunità venosina”.

Sembra strano – sostengono gli esponenti dei gruppi consiliari – che questa amministrazione nel suo programma scriva “la nostra idea di amministrazione si basa sulla partecipazione attiva e condivisa: i cittadini devono essere posti al centro della comunità e per la comunità” mentre, nei fatti, agisce esattamente al contrario, escludendo e non condividendo alcuna azione intrapresa e sviluppata in assoluta solitudine.

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