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Mercoledì 29 luglio 2020 - 20:20

Roma, Vivarelli: Giunta vicina a donne, rimodulare servizi Casa

"Spiace chiusura consorzio"

Roma, 29 lug. (askanews) – “Cinque centri antiviolenza aperti tra 2018 e 2019, e altri già in cantiere. Case rifugio, case per la semi-autonomia grazie all’uso dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Co-housing in appartamenti in regime di autonomia per donne vittime di violenza. Un numero whatsapp per contattare direttamente i centri antiviolenza, soprattutto durante il periodo di lockdown. Nuove linee guida per la “presa in carico integrata” delle vittime di violenza di genere. Progetto ‘A Scuola di Parità’ per promuovere, nelle scuole secondarie di secondo grado, percorsi specifici di informazione e sensibilizzazione sulla violenza e sulla parità di genere. Queste sono alcune delle iniziative che abbiamo portato avanti come amministrazione: le donne sono al centro della nostra azione”, spiega l’Assessora al Patrimonio e alle politiche Abitative di Roma Capitale Valentina Vivarelli in una nota.ù

“Essere al fianco delle donne non vuole dire assumere atteggiamenti diversi nei confronti di una realtà piuttosto che di un’altra. Significa perseguire obiettivi sociali attraverso una giustizia sociale – continua l’assessora -. Dispiace la chiusura al dialogo da parte della Casa Internazionale delle Donne. La Casa internazionale in due occasioni distinte, 2001 sindaco Veltroni e 2010 sindaco Alemanno, ha accettato concessioni che prevedevano da un lato un canone ridotto al 10% rispetto a quello di mercato, la cui riduzione veniva stabilita proprio sulla base dei servizi erogati, rivolti al mondo femminile, anche con il sostegno di attività imprenditoriali che nel corso di questi anni il Consorzio ha svolto. Dall’altro individuavano un piano di rientro che ha cristallizzato una situazione debitoria che negli anni è aumentata e che, per quanto la si voglia banalizzare spostandola su un livello puramente politico o di scontro tra mondi femminili, delinea invece una realtà oggettiva che non deve essere confusa con il valore sociale dei servizi svolti per le donne dal Consorzio stesso. Valore mai messo in discussione”, assicura Vivarelli. “L’immobile di via della Lungara resta dedicato al ‘progetto casa internazionale della donna’, non vi è nessun dubbio, e a tal fine vogliamo rimodulare i servizi offerti – spiega Vivarelli -. Un modello innovativo per il quale abbiamo deciso di applicare un canone ricognitivo, ovvero molto basso, proprio per concentrare ogni sforzo economico esclusivamente sui servizi che saranno offerti. Come stiamo già facendo con molte altre attività messe in campo per le donne da questa amministrazione. Nel tavolo in corso con le rappresentanti del Consorzio, ho indicato la strada percorribile per l’immobile del Buon Pastore attraverso la rateizzazione del debito pregresso e la messa a bando dell’immobile, nel rispetto delle indicazioni giunte con la mozione approvata dall’Aula capitolina”.

“Una strada da percorrere con nuovi incontri e con la piena disponibilità al confronto. Alla Casa Internazionale delle Donne voglio dire che stiamo lavorando per la tutela e la valorizzazione delle donne e di tutte le attività e i servizi che possono supportarle e aiutarle. Nel solco dell’uguaglianza, anche tra chi questi servizi li eroga”, conclude.

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