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Sabato 25 luglio 2020 - 18:58

Margiotta: il ponte sullo Stretto di Messina va fatto

"Ogni generazione deve lasciare a quelle successive un segno"

Roma, 25 lug. (askanews) – “La mia personale idea da anni, anche quando ero il solo a sostenere questa battaglia nel Pd, è che il ponte vada fatto”. Lo afferma il senatore Salvatore Margiotta, Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in una intervista a “Dimensione Informazione”, in merito al ponte sullo Stretto di Messina.

“Penso sia stato correttissimo da parte del nostro capo delegazione, Dario Franceschini, di Matteo Renzi, nella scorsa legislatura, e del presidente Conte oggi, riproporre il tema nell’attualità del dibattito pubblico. La mia personale idea da anni, anche quando ero il solo a sostenere questa battaglia nel Pd, è che il ponte vada fatto. Un grande opera di ingegneria come questa porta benefici al prodotto interno lordo ma ha anche profonde ed evidenti ricadute politiche: ogni generazione deve lasciare a quelle successive un segno, un’opera, un simbolo. Un grande Paese come il nostro deve necessariamente avere l’ambizione di realizzare grandi opere. Le imprese italiane lo fanno benissimo all’estero e, per questo, dobbiamo metterle nelle condizioni di farlo anche in Italia. Il beneficio di fare un’opera ardita, che unisce una regione alla parte continentale del Paese, avrebbe anche ricadute dal punto di vista psicologico, e ancora di più oggi, rappresenterebbe un gran colpo. Un segnale inequivocabile che ridarebbe fiducia al nostro Paese e lo riproporrebbe come all’avanguardia tecnologica nel mondo. Mi convincono assai poco le ragioni di chi dice che sia meglio fare opere idrauliche o di manutenzione viaria perché sono convinto che le une non escludano l’altra. Bisogna farle tutte e due. Bisogna pensare e guardare al futuro in grande. Con le risorse del Recovery Fund quello del Ponte diventa oggettivamente un progetto fattibile su cui, un grande Paese come il nostro, almeno apre un dibattito e una riflessione seria e non ideologica. A ciò si aggiunga che, grazie ai fondi europei, per i quali dovremo preparare un ambizioso e efficace programma di spesa, potremmo dare vita al progetto di un’Italia veloce. Si tratta di connettere il paese attraverso il ferro, con treni e ferrovie. Abbiamo già cominciato finanziando nel decreto Rilancio che sta per essere approvato dalla Camera, il progetto di AV longitudinale, Salerno-Reggio Calabria e quello trasversale Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia. A mio avviso il ponte sarebbe il completamento dello schema per connettere le opere di alta velocità già finanziate. Ha detto bene il Ministro Franceschini, quando ha dichiarato che se vogliamo portare l’alta velocità in Sicilia da qualche parte dovremmo passare!”.

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