Header Top
Logo
Mercoledì 12 Agosto 2020

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • I piatti regionali più sostenibili da scegliere in vacanza

colonna Sinistra
Sabato 25 luglio 2020 - 09:30

I piatti regionali più sostenibili da scegliere in vacanza

Da Fondazione Barilla 5 piatti tipici attenti anche al Pianeta
I piatti regionali più sostenibili da scegliere in vacanza

Milano, 24 lug. (askanews) – La sostenibilità passa dalla tavola. Anche quando si è in vacanza. E allora visto che questa estate sarà all’insegna delle vacanze nel Bel Paese, perchè non riscoprire proprio quei piatti della tradizione che più di altri coniugano gusto e sostenibilità? A questo ha pensato Fondazione Barilla quando ha identificato i piatti tipici di ciascuna regione più attenti al Pianeta. Una guida utile soprattutto a quegli italiani che resteranno in Italia per le vacanze, scegliendo, in primis, tra Puglia (12,4%), Sicilia (11%), Toscana (10,6%), Trentino-Alto Adige (7,2%) e Sardegna (6,5%).

Saper scegliere a tavola è importante per la nostra salute e per il Pianeta visto che la produzione di cibo è l’attività dell’uomo che contribuisce di più al cambiamento climatico (fino al 37%), superando il riscaldamento degli edifici (23,6%) e i mezzi di trasporto (18,5%). Fondazione Barilla a questo ha dedicato il progetto Su-Eatable Life, portando nelle mense di alcune università e aziende, in Italia e Uk, a partire da febbraio, alcuni menù realizzati con ingredienti a basso impatto ambientale. Un’iniziativa che, nonostante l’emergenza sanitaria, ha permesso ad ogni utente che sceglieva i piatti sostenibili di risparmiare in media mezzo chilogrammo di CO2 equivalente e 390 litri di acqua (virtuale) a pasto, rispetto a quelli che in media si preparano a casa.

Ora, con l’arrivo delle vacanze, propone i piatti tipici regionali per far bene alla nostra salute e a quella del Pianeta. Insieme allo chef Roberto Bassi, dunque, ha identificato cinque ricette della tradizione locale, partendo dalle friselle pugliesi al pomodoro: nella loro “versione originale” sono condite con pomodoro a chilometro 0, olio extravergine di oliva e sale accompagnate da verdure tipiche del territorio come i caroselli (cugini dei cetrioli) o le olive. Una porzione di friselle al pomodoro contiene appena 223 calorie e ha una sostenibilità ambientale molto alta visto che i suoi ingredienti pesano in termini ambientali solo 167 litri di impronta idrica e 64g di CO2 equivalente. Per migliorare ulteriormente il valore nutrizionale, si può usare il basilico (o altre erbe aromatiche) che insaporisce i piatti e permette di ridurre la quantità di sale nella preparazione, senza rinunciare al gusto.

Altro piatto da privilegiare per chi sceglierà la sicilia, sono le sarde alla beccafico: con un impatto ambientale bassissimo (278 litri di acqua virtuale e 193 g di CO2 equivalente a porzione) e 426 calorie, le sarde alla beccafico rappresentano il piatto che accomuna le tradizioni culinarie siciliane da est a ovest. Pinoli, pane grattugiato, uva sultanina, spezie varie e l’immancabile sarda sapranno immergere i viaggiatori nel pot-pourri di odori e sapori tipici della trinacria. Il valore aggiunto del piatto è dato dalle sarde che forniscono proteine ad alto valore biologico e sono ricche di omega 3, importanti nella riduzione della pressione arteriosa e nel prevenire malattie cardiovascolari.

Spostandoci in Toscana, un piatto da assaggiare in questa estate made in Italy è la pappa al pomodoro: un piatto che sa bilanciare attenzione alla linea e alla salute del Pianeta, visto che una porzione di pappa contiene 49g di carboidrati (per un totale di 321 calorie), ha un’impronta idrica di soli 228 litri d’acqua e un’emissione di CO2 equivalenti di 155g. A questo si aggiunge che il licopene, sostanza presente nella buccia e semi dei pomodori, ha delle spiccate proprietà antiossidanti. La pappa al pomodoro è anche uno stratagemma in cucina per combattere lo spreco alimentare, visto che può essere preparata facilmente con il pane raffermo del giorno precedente

Chi invece preferirà il Nord, del menù trentino non può perdersi gli strangolapreti burro e salvia: si tratta di un pasto completo grazie a ingredienti semplici come farina (carboidrati), spinaci (fibre/verdure) e burro (grassi) la cui realizzazione implica l’emissione di 604g di CO2 equivalente e un’impronta idrica di 640 litri di acqua. La vitamina K e le altre vitamine liposolubili presenti in abbondanza negli spinaci sono assorbite dal nostro organismo grazie ai grassi da condimento presenti nella ricetta rendendo questo piatto oltre che sostenibile anche salutare.

Infine chi deciderà di trascorrere l’estate in Sardegna, potrà deliziarsi con la fregola con arselle: le famose “briciole” a base di farina di semola della tradizione sarda si combinano perfettamente con le arselle, tipiche vongole veraci che è possibile trovare lungo le coste della regione. I carboidrati della fregola e le proteine delle arselle rendono questa ricetta regionale un piatto unico che si può completare con un contorno di verdure. Una porzione di questo piatto contiene circa 402 calorie e ha una sostenibilità ambientale molto alta: un’impronta idrica di 292 litri di acqua e 226 g di CO2equivalente.

CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su