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Sabato 18 luglio 2020 - 11:46

Balotta (Onlit): a Orio al Serio si tace sui problemi ambientali

Rumore e inquinamento, monopolio Ryanair e occupazione bassa
Balotta (Onlit): a Orio al Serio si tace sui problemi ambientali

Milano, 18 lug. (askanews) – Una “festa con gli occhi bendati”, così Daro Balotta, presidente dell’Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti, ha definito le celebrazioni per i 50 anni dell’aeroporto di Orio al Serio a Bergamo, aggiungendo che l’evento “dimostra la poca lungimiranza della classe politica italiana e locale e l’insensibilità totale verso i problemi ambientali”.

Secondo Balotta sono stati “messi sotto i riflettori solo i benefici e nascosti i costi. Lo scalo, posizionato in un catino circondato da centri abitati, per raggiungere la terza posizione per traffico passeggeri e la seconda per le merci sta pagando un alto prezzo sia per il rumore che per l’inquinamento atmosferico generato ed è l’unico in Italia ad essere aperto giorno e notte con questi volumi di traffico”.

“I gestori pubblici-privati – ha aggiunto il presidente ONLIT – sono chiusi ad ogni confronto con la popolazione sulla sostenibilità ambientale. Lo scalo però è completamente in mano al vettore irlandese Ryanair che da solo gestisce oltre l’85% del traffico passeggeri. Praticamente un unico cliente che priva di autonomia i gestori dello scalo. Inoltre per operare sull’aeroporto orobico Ryanair riesce a scucire oltre 50 milioni annui di contributi mascherati da co-marketing. Inoltre resta inapplicata la normativa europea che prevede sopra i 2 milioni di passeggeri la presenza di due handler per assicurare la concorrenza sullo scalo e i livelli occupazionali sono inferiori rispetto ai volumi di traffico svolti e i salari sotto la media del settore. Con una media di 240 voli al giorno (che bruciano 70 tonnellate al giorno di kerosene sul cielo di Bergamo), 120mila vetture che sfrecciano sull’A4, 30mila auto che raggiungono l’aeroporto e 15mila l’Orio Center rendono Orio al Serio lo scalo più stressato del nord Italia. A pochi km di distanza viene lasciato vuoto lo scalo di Montichiari, anche questa è la programmazione pubblica”.

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