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Lunedì 29 giugno 2020 - 09:30

Furti carburante in discarica di Palermo: 25 misure cautelari

"A Bellolampo ogni giorno rubavano 1.300 litri e li rivendevano"
Furti carburante in discarica di Palermo: 25 misure cautelari

Milano, 29 giu. (askanews) – I carabinieri della Compagnia di San Lorenzo hanno eseguito a Palermo un’ordinanza cautelare nei confronti di 25 persone (13 in carcere, 8 agli arresti domiciliari e 4 sottoposti ad obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti e ricettazione, falsa attestazione della presenza in servizio, furto aggravato e ricettazione. Lo ha riferito l’Arma, spiegando che l’indagine, avviata nel gennaio 2018, “ha permesso di delineare e smantellare l’operato di un gruppo di 13 persone (tra cui 10 dipendenti della Risorse ambiente Palermi (Rap) e due gestori di distributori di carburante) che avevano costituito una vera e propria associazione per delinquere, che ha commesso innumerevoli furti di ingenti quantità di carburante all’interno del sito di smaltimento dei rifiuti solidi urbani di Bellolampo, con successiva ricettazione dello stesso”.

“Organizzate secondo ruoli ed incarichi ben delineati (la vedetta, l’autista, l’addetto al rifornimento) ed in costante contatto tra loro, utilizzando un linguaggio criptico per simulare le intenzioni illecite, le stesse persone – si legge nella nota dell’Arma – realizzavano i furti durante i turni di lavoro, prelevando il carburante dagli autocompattatori, dalle autocisterne e dagli altri mezzi aziendali della discarica; è stato registrato un prelievo medio giornaliero di circa 1.300 litri di carburante”. L’attività del gruppo “veniva diretta da un dipendente dell’azienda, che sovrintendeva alle fasi decisionale, organizzativa ed esecutiva, provvedendo anche al reclutamento dei complici esterni all’azienda ed all’individuazione dei soggetti a cui vendere il carburante”.

Sempre secondo quanto riferito, sarebbero state ideate anche le modalità per eludere i controlli amministrativi dell’azienda: “alla richiesta delle ore di lavoro effettuate e riportate dai veicoli, veniva infatti comunicato un quantitativo superiore rispetto a quello realmente posto in essere, mentre per evitare che i veicoli si guastassero, gli stessi venivano lasciati accesi durante le operazioni di prelievo del carburante”. In varie circostanze è stato riscontrato che i soggetti esterni alla Rap, dopo essere entrati nella discarica a bordo dei veicoli privati, hanno collaborato attivamente con i dipendenti dell’azienda ad asportare il gasolio dai mezzi.

Oltre ai 13 indagati facenti parte dell’associazione, il gip del tribunale di Palermo ha inoltre ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza a carico di ulteriori 12 persone, due responsabili di furti (anch’essi dipendenti della Rap) e 10 ricettatori del carburante prelevato. Il giugno 2018, durante l’indagine, i militari avevano arrestato in flagranza sei persone (tra cui 5 dipendenti dell’azienda) che avevano poco prima rubato dai mezzi di lavoro ben 828 litri di gasolio.

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