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Venerdì 22 maggio 2020 - 13:32

Nardella: non dare 3 mld a Alitalia ma a scuola, turismo e Comuni

Il sindaco di Firenze a Tv2000: rabbia può diventare disperazione

Roma, 22 mag. (askanews) – “Il governo piuttosto che dare 3 miliardi di euro all’ Alitalia, che è un’azienda che semmai merita un piano radicale di ristrutturazione industriale, potrebbe darli al mondo della scuola, che è in grande difficoltà, alle infrastrutture per il turismo e ai Comuni”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ospite del programma TGtg su Tv2000, in merito alla situazione d’emergenza economica provocata dal coronavirus.

“Abbiamo proteste quasi tutti i giorni – ha aggiunto il sindaco Nardella – Un livello di questo tipo non si è mai visto, e in questa città ho fatto il vice sindaco e il sindaco per 5 anni. E questa rabbia rischia di diventare disperazione. Dobbiamo stare molto attenti, per questo c’è bisogno che il governo dia risposte immediatamente soprattutto in modo chiaro dando davvero i soldi a chi servono”.

“La strada c’è – ha proseguito Nardella a Tv2000 – ma bisogna imboccarla perché passare dalla crisi alla disperazione ci vuole davvero poco. Noi sindaci siamo il primo vero argine, se crolla questo argine degli 8 mila Comuni sul territorio allora lo Stato se la vedrà davvero brutta. Per questo torno a dire che il presidente Conte deve fidarsi dei sindaci, deve siglare un patto e attraverso i sindaci mettere in pratica la semplificazione e l’attribuzione dei soldi nei tempi più veloci possibili”.

“Io porto avanti la battaglia anche per l’indebitamento – ha concluso Nardella – non capisco perché lo Stato si possa indebitare mentre i Comuni non si possono indebitare per finanziare la spesa corrente. Soprattutto ora che l’Europa ha consentito all’Italia con gli altri Paesi di allentare i vincoli del patto di stabilità. Insomma i Comuni pesano solo per il 6% sul debito nazionale e perché non possono allora partecipare con una quota all’indebitamento per finanziare servizi essenziali servizi agli anziani servizi e deboli. Io in questi mesi ho continuato a spendere con il mio Comune senza però incassare un euro. Abbiamo ad esempio di iniziato due palazzine per ospitare i senzatetto e i poveri. La nostra richiesta al governo è: o ci dà subito una parte consistente di soldi che ci mancano oppure ci consenta di avere una quota dell’indebitamento”.

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