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Giovedì 21 maggio 2020 - 17:22

Covid-19, Salemi (Un.Florida): solo Cina può produrre vaccino

"I no vax potrebbero creare un problema sociale"
Covid-19, Salemi (Un.Florida): solo Cina può produrre vaccino

Roma, 21 mag. (askanews) – “Anche se nei prossimi 3-6 mesi dovesse essere trovato il vaccino, bisognerà vedere chi lo produce, e cosa è necessario per la produzione e distribuzione di massa. Circa il 70% di tutte le sostanze chimiche necessarie per la produzione della maggior parte dei vaccini, sono prodotte dalla Cina. Noi negli Usa non siamo in grado di produrlo, almeno immediatamente, su larga massa come sarebbe necessario. E di questo non si discute, i politici dovrebbero parlare di questo, ma non ne sento discutere”. A lanciare l’allarme è il professor Marco Salemi, ordinario di Patologia sperimentale alla Facoltà di medicina università della Florida a Gainesville e direttore della Fondazione Holloway. Il problema è serio, “per cui, non è che se io domani mi invento un vaccino lo distribuisco a tutta la popolazione. Bisogna produrlo in larga scala. E questo richiede trovare i materiali, avere le infrastrutture, trovare degli accordi commerciali. E visti i rapporti attuali Usa-Cina, non sarà facile”. Ma questa non è la sola criticità evidenziata da Salemi, siciliano di Caltanissetta, da 18 anni negli Usa, esperto di ricerca internazionale in evoluzione molecolare. “Un altro problema molto serio per la popolazione è che, specialmente negli ultimi anni, l’anti vax è diventata sempre più popolare, per motivi che sfuggono alla mia comprensione. Tutti i farmaci – spiega – hanno degli effetti collaterali, dall’aspirina all’antibiotico o chemioterapico più potente. Tra tutti i farmaci e le medicine che la scienza occidentale ha sviluppato in questi ultimi cento anni, i vaccini in questo momento in commercio sono in assoluto i meno pericolosi, i più benigni e i più naturali. Il vaccino non fa altro che ricreare all’interno di un organismo ciò che avviene naturalmente: accelera la naturale risposta immunitaria”.

Secondo Salemi “il ‘no vax’ è un problema serio, sociale. Un recentissimo sondaggio negli Usa chiedeva a un campione di popolazione la volontà di fare il vaccino appena disponibile e 1 su 5 ha detto che non si sarebbe fatto il vaccino Covid-19. Con questa confusione – dice – la preoccupazione è che se il vaccino venisse sviluppato velocemente, una consistente parte della popolazione potrebbe rifiutarsi di farlo e ci saranno anche in questo caso battaglie politiche. Politica e propaganda anti vaccinazione sono i problemi più seri”.

Per Salemi “questa confusione fra ideologia e ricerca scientifica, è il pericolo più grave che noi stiamo affrontando. I coronavirus continueranno a tornare, le pandemie diverranno sempre più frequenti. Non faccio la Cassandra, ma siamo in un pianeta profondamente globalizzato. C’è un continuo scambio di merci, persone, animali”. E ricorda l’epidemia del 2007 da chikungunya in Italia arrivata con le uova di zanzare dentro alcuni copertoni per auto prodotti in India. “Finché non ci rendiamo conto che questi scenari non hanno colore politico cooperando – conclude – continueremo ad essere deboli, esposti a pandemie ancora peggiori nel futuro”.

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