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Venerdì 15 maggio 2020 - 13:50

Milano, ancora 12 mesi per prima vasca di laminazione del Seveso

È quella di Senago, per Parco Nord 18 mesi ma pendono ricorsi
Milano, ancora 12 mesi per prima vasca di laminazione del Seveso

Milano, 15 mag. (askanews) – Forse non risolveranno tutti i problemi, ma di certo le vasche di laminazione restano la misura principale per contenere le esondazioni del Seveso, che da decenni affliggono la zona nord di Milano, soprattutto i quartieri Niguarda e Isola. I problemi iniziano al confine con il Comune di Bresso, dove il fiume, dopo 44 chilometri a cielo aperto, si infila in un cunicolo. Quando l’acqua supera il livello di guardia scatta un allarme automatico. Il problema è strutturale: una strozzatura sotto piazzale Istria limita i deflusso e oltre una certa soglia l’uscita dell’acqua dai tombini è inevitabile. L’unico rimedio è intervenire a monte, con dei bacini artificiali nei quali far sfogare il fiume. Dopo trent’anni di discussioni i fondi ci sono e sono partiti i lavori, ma tra ricorsi e proteste delle comunità locali la strada resta accidentata e per vedere la prima vasca realizzata bisognerà aspettare almeno un anno.

Si tratta della vasca di Senago, i cui lavori sono ripresi dopo l’emergenza per la diffusione del coronavirus, come ha riferito l’assessore ai Lavori pubblici Marco Granelli. Per quanto riguarda la vasca del Parco Nord c’è già l’impresa che si è aggiudicata l’opera e a giugno è prevista la consegna dei lavori con una previsione di 18 mesi di cantiere, ma sulla realizzazione pendono due ricorsi. Per Lentate e le zone golenali a Cantù è prevista infine la pubblicazione della gara d’appalto entro fine maggio e l’inizio dei lavori a dicembre 2020 per una durata di 15 mesi. C’è infine Varedo, il comune della Brianza dove è nato e cresciuto il sindaco di Milano Beppe Sala, dove si sta facendo il progetto definitivo della bonifica e della vasca.

La vasca di Senago, realizzata dall’Agenzia Interregionale per il Fiume Po (AIPo), è finanziata con fondi del Comune di Milano (20 milioni di euro) e Regione Lombardia (10 milioni di euro). Palazzo Marino prevede che, una volta realizzata nella sua completezza (tre stralci), consentirà di scolmare il doppio della portata del Seveso nel canale scolmatore di nord ovest, già adeguato a ricevere quantitativi maggiori di acque di piena. Da parte sua Milano può fare poco sul proprio territorio, se non continuare i lavori periodici di pulizia delle gallerie, in particolare sul Redefossi, cioè il tratto tombinato del Seveso da piazza Repubblica a corso Lodi. La piene hanno talvolta provocato danni per decine di milioni di euro come nel 2010 e nel 2014.

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