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Mercoledì 29 aprile 2020 - 15:18

Coronavirus, E-Romagna, Lombardia e Veneto a Conte: fondo fiere

Bonaccini: dovrebbe avere almeno dotazione di 800 milioni di euro

Roma, 29 apr. (askanews) – Serve istituire, presso il ministero dello Sviluppo economico, un fondo nazionale per sostenere il sistema fieristico quale piattaforma di internazionalizzazione del sistema produttivo italiano. E’ questa la richiesta inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dai colleghi presidenti della Lombardia, Attilio Fontana, e del Veneto Luca Zaia. Missiva che l’assessore regionale allo Sviluppo economico dell’Emilia Romagna, Vincenzo Colla, ha inviato anche ai sindaci di Bologna, Parma, Ferrara, Modena, Piacenza, Forlì, e Rimini tutte città dove hanno sede gli expo emiliano romagnoli, oltre che ai presidenti delle stesse Fiere.

La richiesta al Governo prende le mosse dal perdurare della crisi sanitaria determinato dal Covid-19, che ha colpito soprattutto le tre regioni italiane leader nel settore fieristico. Realtà queste che rappresentano da sole il 65% dell’attività fieristica in Italia e oltre il 75% delle manifestazioni internazionali e che a partire dal febbraio scorso hanno visto la totale cancellazione degli eventi programmati nel 2020, con un danno stimato per le solo tre realtà regionali di oltre 700 milioni di euro e di oltre un miliardo sesi considera anche l’indotto.

“Il fondo, che per stendere la sua efficacia dovrebbe avere almeno una dotazione di 800 milioni di euro- spiega il presidente Bonaccini-, punta al salvataggio dell’intera filiera fieristica-congressuale nazionale che ha fortissime implicazioni di immagine e di leadership internazionale delle nostre realtà produttive sui mercati mondiali. Le fiere, comparti con il più alto moltiplicatore d’indotto diretto e indiretto nell’economia, sono una vera e propria piattaforma di internazionalizzazione del nostro sistema produttivo e giocano un ruolo non sostituibile dalle tecnologie digitali. Inoltre, in termini di fattibilità, occorre ricordare che interventi analoghi a quelli da noi avanzato al Governo sono già stati assunti fin dalle prime fasi della crisi sanitaria in Danimarca Francia e Germania”.

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