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Lunedì 10 febbraio 2020 - 10:14

Ospedale Marino di Alghero, Tedde: no a smantellamento

Nieddu blocchi assalto demolitorio Ats

Alghero, 10 feb. (askanews) – “Una china disastrosa, che gli algheresi non possono accettare e l’assessore regionale della sanità Nieddu deve arrestare ed invertire”. Così l’ex sindaco di Alghero, Marco Tedde, commenta la “picchiata” dell’efficienza dell’ospedale Marino di Alghero, che dall’aprile del 2017 è preso di mira dall’ATS con interventi demolitori delle sue funzioni che per decenni sono state esempio di buona sanità.

Tedde ricorda che l’opera di smantellamento iniziò ad aprile del 2017, allorché l ‘equipe anestesiologica iniziò a non offrire assistenza dopo le ore 14 presso i reparti di ortopedia e di riabilitazione del Marino, precedentemente sempre assicurata, impedendo l’esecuzione di interventi di chirurgia protesica e non assicurando assistenza anestesiologica notturna anche a pazienti in condizioni critiche. Successivamente venne ripristinato il turno dalle 14 alle 20 ma non quello notturno. Per giungere all’ ottobre 2019, allorché vennero vietati i ricoveri dei paziente traumatizzati, determinando il blocco delle attività chirurgiche sia in traumatologia che in protesica, arrivando al trasferimento dei pazienti ortopedici a Ozieri e a Sassari, creando forti disagi ai pazienti stessi e ai loro familiari e, soprattutto, facendo correre loro inutili rischi di tromboembolismo.

“Decisioni surreali ma pericolose – secondo Tedde – che pongono pesanti interrogativi. Ci chiediamo perché non è stato realizzato o riadattato un reparto di ortopedia degno di questo nome presso l’Ospedale civile; perché non esiste una sala operatoria dedicata all’ortopedia, disciplina che necessita della massima sterilità per scongiurare infezioni; ma, soprattutto, perché in questi tre anni è stata bloccata quella attività chirurgica d’avanguardia che caratterizzava l’Ortopedia algherese, degradando la preparazione chirurgica dei medici, l’attività dei ferristi, lasciando il reparto di ortopedia praticamente privo di operatività e determinando perdita di professionalità anche negli infermieri”.

(Segue)

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