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Lunedì 10 febbraio 2020 - 06:14

Come funziona lo scudo termico di Solar orbiter

Lo schermo protettivo resiste a oltre 500 gradi
Come funziona lo scudo termico di Solar orbiter

Cape Canaveral, 10 feb. (askanews) – Solar Orbiter è la prima delle missioni M (Medium) del programma “Cosmic Vision 2015-2025” dell’ESA ed ha come obiettivo principale lo studio del Sole. Gli si avvicinerà come mai fatto prima, ad appena 41 milioni di Km, meno di 1/3 della distanza Sole/Terra che è di 150 milioni di Km. Per proteggere i 10 strumenti della sonda dalle elevate temperature che, in quella zona del cosmo possono raggiungere anche oltre 500 gradi centigradi, l’italiana Thales Alenia Space (joint venture tra Thales 67% e Leonardo 33%) per conto di Airbus Defence and Space ha costruito un potentissimo scudo termico (HS) sfruttando una nuova tecnologia denominata “Solar black”.

Come funziona? Composto da una serie di barriere termiche in grado di far decrescere il calore termico in modo progressivo proteggerà il veicolo dalle temperature considerevoli in prossimità della nostra stella. Lo scudo termico (HS) è stato progettato per far fronte alla considerevole illuminazione solare, al freddo dello spazio profondo e alle sorgenti di calore interne, in modo da mantenere la temperatura operativa ottimale di tutta la strumentazione interna. La parte più esterna è separata da quella interna grazie a una sorta d’intercapedine per facilitare il raffreddamento degli apparati.

Speciali deflettori e passanti attraversano lo scudo termico (HS) per la sua intera altezza al fine di fornire il campo visivo richiesto agli strumenti che puntano verso il Sole. Questo schermo protettivo consiste in una barriera termica ad alta temperatura (HTHB) montata a contatto diretto con lo scudo anteriore. Un isolante multistrato (MLI) ad alta temperatura ha le funzioni di impedire a tutta la luce di essere trasmessa allo scudo anteriore, di formare una barriera efficiente per la trasmissione di calore e di creare una superficie altamente riflettente all’infrarosso nel varco principale dello scudo termico (HS). Lo strato più esterno al titanio, che può sopportare temperature fino ai 600° K, è dipinto di nero per prevenire il deterioramento delle proprietà termo-ottiche dovute alla lunga esposizione e alle radiazioni ultraviolette. Con tutte queste misure, lo scudo termico (HS) è in grado di ridurre il flusso di calore in entrata dai 113.000 W della superficie anteriore a soli 36 W all’interno del veicolo spaziale.

Oltre allo scudo termico e al Coronografo Metis, il contributo di Thales Alenia Space alla missione include anche il trasponditore e la memoria centrale del satellite.

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