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Venerdì 10 gennaio 2020 - 09:29

Sicilia, truffa su traghetti per isole minori: sequestrate 3 navi

Imbarcazioni inadatte a persone mobilità ridotta: "Gravi carenze"
Sicilia, truffa su traghetti per isole minori: sequestrate 3 navi

Roma, 10 gen. (askanews) – Con un’operazione chiamata “In alto mare” i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, in collaborazione con i militari del Nucleo PEF di Messina, hanno sequestrato 3 traghetti e 3,5 milioni di euro all’azienda di traghetti Caronte & Tourist Isole Minori e a S.L.C, 56 anni, amministratore delegato di Navigazione Generale Italiana (N.G.I., che gestisce da oltre 30 anni il servizio di collegamento di linea tra Milazzo e le Isole Eolie, incorporata nel 2017 dalla Caronte & Tourist Isole Minori).

I reati ipotizzati dalla Procura di Messina sono truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione Siciliana. L’indagine riguarda il bando di gara della Regione per il collegamento marittimo tra la Sicilia e le sue isole minori, che si era aggiudicato nel 2005 proprio la Navigazione Generale Italiana. Secondo gli inquirenti l’azienda aveva vinto la gara indicando una sua nave-traghetto che non aveva, come invece prevedeva il bando, “stringenti caratteristiche strutturali volte a consentire la navigazione in piena sicurezza anche alle persone a mobilità ridotta” (cosiddette P.M.R.: anziani, disabili, persone con disturbi sensoriali, persone in sedia a rotelle, gestanti, chi accompagna bambini piccoli, ecc.).

Il gip del Tribunale di Messina ha così disposto il sequestro preventivo delle navi-traghetto “Pace”, “Caronte” e “Ulisse” – al momento impiegate nei collegamenti La Maddalena-Palau, Trapani-Isole Egadi e Palermo-Ustica – e di beni per oltre 3,5 milioni di euro tra somme di denaro, beni mobili, immobili e quote societarie. Denunciati anche altre tre persone con ruoli di amministrazione nella N.G.I. e nella Caronte & Tourist, che è stata segnalata per la responsabilità amministrativa derivante da reato ai sensi del d.lgs. n. 231/2001.

La Navigazione Generale Italiana si era aggiudicata il lotto II (Trapani-Isole Egadi) del bando della Regione per 5 anni (valore di circa 15,9 milioni di euro, con aggiudicazione, tramite significativo ribasso, a 5,3 milioni di euro).

Gli approfondimenti investigativi svolti dalla GdF di Palermo hanno accertato che la nave-traghetto individuata dall’azienda (la “Pace”) presentava gravi carenze tecniche e strutturali per le quali non era assolutamente possibile trasportare in sicurezza persone a mobilità ridotta. Le difformità (rispetto a quanto previsto sia dalla normativa vigente che dal bando), accertate anche dai competenti organi tecnici nel corso delle periodiche attività ispettive, non sono mai state sanate e, conseguentemente, non avrebbero consentito la partecipazione né, soprattutto, l’aggiudicazione della gara alla N.G.I. (ora Caronte & Tourist Isole Minori).

Le indagini hanno anche riscontrato il ricorso a sostituzioni irregolari del traghetto designato per la tratta Trapani-Isole Egadi, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante, ma, soprattutto, avvenute con altri traghetti (“Caronte” e “Ulisse”), anch’essi carenti dei requisiti previsti per il trasporto delle P.M.R. Altre ispezioni delle navi con ingegneri navali, nominati consulenti tecnici dagli inquirenti, hanno definitivamente confermato l’ipotesi investigativa, sgombrando ogni dubbio circa la assoluta inidoneità di tutti e tre i traghetti e sul conseguente concreto rischio (in caso di naufragio, incendio ecc.) per l’incolumità delle persone a mobilità ridotta.

La normativa nazionale vigente, in linea con quanto previsto dal diritto dell’Unione Europea in tema di aiuti di Stato, per rendere economicamente conveniente l’esecuzione del servizio di collegamento di linea prevede cospicui contributi a beneficio degli aggiudicatari, sulla scorta di una stima del costo di gestione della tratta, al netto dei ricavi derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio.

L’ammontare delle contribuzioni pubbliche indebitamente percepite nel periodo 2016-2019, quantificato dagli specialisti del Nucleo PEF di Palermo in oltre 3,5 milioni di euro, è stato oggetto di sequestro nei confronti della società e degli indagati. I mezzi navali sequestrati sono stati affidati ad amministratori giudiziari nominati dal gip, mentre la società armatrice è stata designata custode.

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