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Giovedì 9 gennaio 2020 - 15:32

In Toscana due psicologi per affrontare disagio personale carceri

Proposta dell'assessore al diritto alla Salute, Stefania Saccardi
In Toscana due psicologi per affrontare disagio personale carceri

Firenze , 9 gen. (askanews) – Il Centro di riferimento sulle criticità relazionali (CRRCR) della Toscana, in collaborazone con l’Ordine degli psicologi, ha presentato un progetto, “La salute in carcere: accoglienza, analisi ed orientamento rispetto al disagio del personale che opera negli istituti penitenziari”, approvato dalla giunta in una delle ultime sedute, su proposta dell’assessore al diritto alla Salute della Toscana, Stefania Saccardi, e finanziato con 24.000 euro.

Il progetto è stato presentato stamani nel corso di una conferenza stampa dall’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi, assieme al provveditore dell’Amministrazione penitenziaria Gianfranco De Gesu, al direttore dell’Aou Careggi Rocco Damone, alla responsabile del Centro regionale criticità relazionali Laura Belloni.

Il progetto prevede la presenza, nei principali istituti penitenziari della Toscana, che saranno definiti in accordo con l’amministrazione penitenziaria, di due psicologi psicoterapeuti, con la funzione di ascolto, supporto e orientamento, rispetto alle difficoltà percepite e riferite dal personale che lavora negli istituti di pena toscani (in tutto 18: 16 per adulti e 2 per minori; il personale di polizia penitenziaria è in tutto di 2.900 persone). I due professionisti saranno presenti 2 volte al mese in ciascun istituto, sia per la realizzazione di colloqui individuali che per l’osservazione di alcuni contesti specifici.

La richiesta di fornire un supporto professionale è stata avanzata alla Regione dal provveditore regionale all’amministrazione penitenziaria, e la Regione ha individuato il CRRCR come centro idoneo per questa attività.

“Dal 2012 ad oggi l’Osservatorio permanente sulla sanità penitenziaria istituito dalla Regione Toscana – spiega l’assessore Stefania Saccardi – ha evidenziato temi importanti, a seguito dei quali il Servizio sanitario, in stretta collabrazione con l’amministrazione penitenziaria, ha attivato iniziative e azioni congiunte, per il contenimento dei problemi emersi e l’integrazione dei gruppi multiprofessionali coinvolti nei percorsi sanitari e penitenziari dei detenuti”.

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