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Giovedì 5 dicembre 2019 - 16:21

Ilva, 200 sindaci Italia in Comune lanciano manifesto per Taranto

Il documento sarà presentato al Governo

Roma, 5 dic. (askanews) – Oltre 200 sindaci di tutta Italia aderenti a Italia in Comune hanno sottoscritto il “Manifesto per Taranto” elaborato dalla rete di Italia in Comune Puglia. Il documento, che sarà presentato al Governo nelle prossime ore, intende porre l’attenzione sulla totale mancanza di coinvolgimento degli Enti Locali nella delicatissima vicenda dell’Ilva.

“Per la prima volta numerosi soggetti istituzionali e portatori di interesse, particolarmente rappresentativi della comunità ionica, tra i quali anche il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, hanno stilato un ventaglio di ipotesi di interventi settoriali da sottoporre al Governo per una efficace soluzione della crisi Ilva, che includa il superamento delle controversie giudiziarie”, si legge nel documento, il cui primo firmatario è Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e presidente del partito.

Intanto il metodo, come osserva Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto e vice coordinatore nazionale di IIC, che ha promosso l’iniziativa: “la nuova trattativa con ArcelorMittal, a detta dei firmatari di quello che è stato definito un ‘manifesto per Taranto’, dovrebbe iniziare solo dopo un corretto e trasparente coinvolgimento degli enti locali e senza l’interruzione del programma di saldo dei crediti dell’indotto tarantino, che quota alcune decine di milioni di euro. Quindi, la proposta è quella di un ripensamento radicale della governance dello stabilimento con una gestione mista pubblico-privato e con la creazione delle condizioni tali per le quali l’indotto locale possa convertire la sua vecchia esposizione finanziaria (circa 150 milioni di crediti) in quote della nuova fabbrica. Uno schema, questo, che potrebbe coinvolgere anche i lavoratori, sulla scorta dell’esperienza tedesca”.

Quanto alle tecnologie, prosegue il Manifesto, quello che viene richiesto è uno sforzo finanziario e politico diverso e una strategia diversificata tra il breve e il lungo periodo: “In una prima fase, nel breve-medio periodo, si deve aprire ad un mix di altiforni riqualificati e forni elettrici che impieghino materiale pre-ridotto o tecnologie paragonabili in termini di resa ed emissioni; in una seconda fase, nel lungo periodo, si deve giungere alla decarbonizzazione completa, presumibilmente a base di gas, come previsto dalla UE”.(Segue)

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