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Martedì 3 dicembre 2019 - 17:08

Ismu: in Italia 6,2 mln di stranieri, il 91% è “regolare”

Uno ogni dieci abitanti. Nel 1998 i residenti erano 922mila
Ismu: in Italia 6,2 mln di stranieri, il 91% è “regolare”

Roma, 3 dic. (askanews) – Negli ultimi 25 anni la popolazione straniera in Italia è passata da quasi 922mila residenti nel 1998 a 6,222 milioni presenti (regolari e non) al 1 gennaio 2019, su una popolazione di 60,360 milioni di residenti: in pratica circa uno “straniero” ogni dieci abitanti. Quelli provenienti da Paesi Terzi sono complessivamente 4,443 milioni. E’ la stima fatta da Fondazione Iniziative e studi sulla multietnicità (Ismu) di Milano, che oggi ha presentato all’università cattolica di Milano il suo “XXV Rapporto sulle migrazioni”. Rispetto al 1 gennaio 2018, l’incremento degli stranieri presenti nel nostro Paese è stato dell’1,9% (mentre tra il 2017 e il 2018 la variazione era stata del 2,5%), dovuto in gran parte alla crescita della componente irregolare (+5,4%), pari a 562mila unità, che però appare ridimensionata rispetto al 2017 (+8,6%) e al 2016 (+12,9%). Tra i presenti l’84,5% è regolarmente iscritto all’Anagrafe, il 6,5% è regolare ma non iscritto in anagrafe, mentre il 9% è privo di un valido titolo di soggiorno Sempre secondo lo studio, nell’ultimo quarto di secolo la presenza dei migranti si è consolidata, stabilizzandosi: le acquisizioni di cittadinanza dal 1998 al 2018 (incluso) hanno raggiunto un totale di 1.365.812 e per la stragrande maggioranza dei migranti residenti in Italia, l’integrazione procede silenziosamente e in modo sostanzialmente positivo, nonostante alcune zone d’ombra.

Nel 2018 sono stati rilasciati 242mila nuovi permessi di soggiorno, con una riduzione dell’8% rispetto al 2017 dovuta al calo di quelli per motivi di asilo o umanitari. Aumentano invece i permessi di soggiorno rilasciati per lavoro, studio, e famiglia, e cresce anche il peso della componente femminile che nel 2018 rappresenta oltre il 45% dei nuovi ingressi, contro il 39% del 2017. Nel 2019 si è assistito anche a un importante rallentamento degli sbarchi che, al 28 novembre scorso, sono stati 10.707. Gli estensori del rapporto, fanno notare che alla riduzione degli sbarchi non è seguita una proporzionale contrazione delle richieste di asilo, la cui percentuale dei dinieghi è passata dal 30% delle decisioni di prima istanza del 2013, all’80% nei primi sette mesi del 2019.

Sul fronte lavorativo, il “Venticinquesimo rapporto sulle migrazioni – 2019” di Fondazione Ismu, segnala che in Italia nel 2018 la popolazione straniera in età da lavoro (tra i 15 e i 64 anni) è giunta a sfiorare i 4 milioni e che gli occupati sono circa 2 milioni 455mila, oltre 32mila in più rispetto all’anno precedente. Gli stranieri rappresentano il 10,2% della popolazione in età attiva, il 10,6% degli occupati, il 14,5% dei disoccupati e l’8,6% degli attivi. Il tasso di disoccupazione è più alto tra gli stranieri (il 14% rispetto al 10,2 degli italiani), che svolgono anche i lavori meno qualificati: nel 2018 i lavoratori extracomunitari hanno percepito una retribuzione media annua pari a 13.992 euro, inferiore del 35% a quella del complesso dei lavoratori.

Per quanto riguarda invece la scuola, nell’anno scolastico 2017/18 il numero degli alunni stranieri con cittadinanza non italiana è cresciuto di 15mila unità, a fronte di una diminuzione di 93mila alunni italiani. In totale gli alunni stranieri sono 842mila, pari al 9,7% del totale degli iscritti nelle scuole italiane, dall’infanzia alle secondarie di secondo grado. ISMU stima che al 1° gennaio 2019 la presenza complessiva delle seconde generazioni in Italia di età compresa tra gli 0 e i 35 anni (nate in Italia da almeno un genitore straniero o giunte minorenni) è di 2.825.182.

Infine, Ismu ha preso in esame anche gli atteggiamenti degli italiani nei confronti dell’immigrazione: dalla maggioranza dei sondaggi è emerso che oggi i cittadini sono per la maggior parte favorevoli alla chiusura dei porti, mentre all’inizio del 2018 lo era solo il 44%.

Pie

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