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Lunedì 2 dicembre 2019 - 17:16

Fernandez (Emdr): aiuto immediato davanti a traumi psicologici

Richieste interventi dalle istituzioni per disastri collettivi
Fernandez (Emdr): aiuto immediato davanti a traumi psicologici

Roma, 2 dic. (askanews) – Intervenire prima possibile “già dalle prime ore” per combattere al meglio chi subisce traumi psicologici da eventi esterni, che siano terremoti alluvioni o forme di violenza subita. Un aiuto immediato impedisce e previene eventuali cronicizzazioni del trauma, oltre a poter dare un sollievo immediato. E’ questo l’obiettivo degli psicoterapeuti riuniti nella Emdr, una associazione senza scopo di lucro che riunisce 7mila tra psicologi e psichiatri. A richiedere gli interventi, il più delle volte, spiega la presidente dell’associazione Emdr Isabel Fernandez, “ci sono sicuramente le istituzioni che davanti a disastri collettivi chiedono un aiuto per la popolazione colpite: i comuni le scuole o addirittura le asl. Chiedono una collaborazione con la nostra associazione perchè ha psicoterapeuti specializzati contro lo stress sia in fasi acuta e che in fase cronica”.

A volte davanti ai traumi, causati da fattori esterni naturali e non, nonostante il passare del tempo si continua a stare male “ad avere davanti le scene di quello che si è vissuto, incidenti violenze o un evento di vita, come la perdita del lavoro, separazioni e confitti vari. Si ha sempre davanti la scena, o la situazione, durante il giorno o si hanno degli incubi nel corso della notte. Questo – ha spiegato Fernandez in una intervista ad askanews – è già un segnale che la cosa non si sta elaborando e si è bloccati su quei momenti”. Altri segnali di interpretazione inequivoca sono l’evitare di parlare di una situazione traumatica, o evitare i luoghi che richiamano quello che si è vissuto. L’umore depresso, triste, oppure ci può essere una sensazione di importenza e di rabbia che comincia a sopraffare la persona. Fino ad avere delle convinzioni negative sulle proprie capacità. Tutti segnali di grande malessere che “se non risolti diventano cronici”.

“Noi interveniamo al più presto possibile, perché se si interviene nelle prime ore, nei primi giorni, si accompagnano le reazioni da stress per riuscire a farle decantare”. Il metodo a cui si ricorre è il metodo EMDR, indicato dalle linee guida internazionali e dalla ricerca nel campo del trauma, dello stress. “Se questo metodo viene applicato subito dopo un evento, dà un sollievo immediato e aiuta a prevenire che la cosa si cronicizza”.

Il sistema Emdr è un metodo di “eleborazione dello stress. Emdr – ha spiegato Fennandez – lavora sul ricordo: dopo un evento molto brutto, rimane in memoria il ricordo traumatico, con quel senso di impotenza, di pericolo. Quando noi viviamo un evento questo rimane in memoria e il cervello dovrebbe smaltire mano a mano le immagini di angoscia e di tristezza. Emdr lavora sul ricordo con la stimolazione bilaterale alternata, cioè i movimenti oculari, destra-sinistra”, analoghi alla fase Rem(rapid eye movement) del sonno. Durante il sonno, abbiamo una fase Rem cinque o sei volte per notte. Il metodo Emdr “fa la stesse cosa mentre il paziente si concentra su trauma”, andando di fatto “a sbloccare il sistema di elaborazione che si blocca in alcune situazioni. E riattivando la capacità che abbiamo naturalmente di rielaborarelo stress”.

“Emdr – prosegue la presidente dell’associazione – è molto efficace per questo, perché si basa sulla capacità naturale, è un metodo molto ecologico per la mente, perché le permette di fare quello che avrebbe dovuto fare ma non c’è riuscita. Alla fine rimane il ricordo di quello che è successo, ma senza la carica emotiva negativa. E quindi rimane come ricordo di un momento molto brutto che ha vissuto ma non condiziona più nel presente”.

Emdr ha lavorato moltissimo dopo gli ultimi terremoti, “sin dalle prime ore, ma anche con i superstiti del crollo del ponte Morandi. O con chi è coinvolto in morti violente o suicidi o situazioni molto traumatiche, anche nelle scuole, anche con i bambini o gli adolescenti” che, essendo in età evolutiva, “hanno un cervello che va aiutato. Il cervello non dimentica e non ha tutte le risorse che avrebbe un adulto per riprendersi. Ma lavoriamo anche molto con gli anziani, soprattutto quando è l’intera comunità ad essere colpita, come a Norcia dopo il terremoto”.

La richiesta di interventi di psicoterapeuti è in ogni caso “in aumento perché c’è molta più sensibilitùà a riconoscere che è meglio essere aiutati prima, che cercare di dire sono forte non ho bisogno”.

Emdr è una società scientifica iscritta al Ministero della Salute che dà un contributo anche dal punto di vista della ricerca e delle linee guida. Un’associazione non a scopo di lucro con 7mila psicoterapeuti che lavorano in ambito pubblico e privato. “Lo scorso marzo – ha ricordato la presidente Emdr – siamo stati premiati dal presidente della Repubblica per gli interventi umanitari compiuti, oltre 700 interventi raggiungendo circa 20mila persone. Un’associazione autofinanziata: parte della quota associativa va per questi interventi umanitari”, ha concluso la presidente Fernandez.

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