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Giovedì 7 novembre 2019 - 16:28

Il modello in scala 1:1 del razzo Vega al MuseoScienza di Milano

Inaugurazione aperta al pubblico venerdì 8 novembre alle 18.30
Il modello in scala 1:1 del razzo Vega al MuseoScienza di Milano

Milano, 7 nov. (askanews) – Il modello a grandezza naturale del razzo italiano VEGA verrà presentato al Museo nazionale della scienza e della tecnologia “Leonardo Da Vinci” di Milano venerdì 8 novembre 2019 alle ore 18:30. L’inaugurazione dell’installazione permanente, con la scenografia progettata dall’architetto Alberto Pasetti per far rivivere i diversi momenti di funzionamento del lanciatore, sarà aperta al pubblico (ingresso da via Olona 6/bis).

Alla cerimonia interverranno: Fiorenzo Galli, direttore del Museo, Stefano Bianchi, head of Space transportation development dell’ESA – Agenzia Spaziale Europea, Enrico Russo, direttore Tecnico dell’ASI – Agenzia Spaziale Italiana, Giulio Ranzo, amministratore delegato e direttore generale di Avio SpA, Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano, Fabrizio Sala, vicepresidente e assessore alla Ricerca, Innovazione e Università della Regione Lombardia.

Date le dimensioni che lo caratterizzano, 30 metri di altezza per 3 metri di diametro, il modello del VEGA è stato collocato negli spazi esterni del Museo accanto a un altro enorme oggetto di grande richiamo come il sottomarino Toti.

L’esposizione è accompagnata da immagini suggestive e infografiche che raccontano le caratteristiche tecniche della tipologia dei lanciatori VEGA, le varie fasi di cui si compone il lancio e il confronto con i più importanti lanciatori passati, presenti e futuri.

Acronimo di Vettore Europeo di Generazione Avanzata, il VEGA è un lanciatore capace di posizionare piccoli satelliti nell’orbita bassa terrestre (sotto i 1500 km) a costi contenuti e competitivi, grazie alle sue dimensioni ridotte rispetto ad altri lanciatori più grandi e dispendiosi.

In particolare, può rilasciare 2.500 kg di carico utile su un’orbita circolare a 200 km, 2.000 kg verso la Stazione Spaziale Internazionale e 1.300 kg su un’orbita a 800 km di altezza.

Realizzato dalle Industrie Avio di Colleferro, alle porte di Roma, il razzo VEGA è alto circa 30 metri e ha una massa al lancio di 137 tonnellate. È un vettore a corpo unico, senza booster laterali, ed è composto da quattro stadi, tre a propulsione solida e uno a propulsione liquida posizionato tra il terzo stadio e il satellite da lanciare.

Ai primi tre stadi (chiamati rispettivamente P80, Zefiro 23 e Zefiro 9) è affidato il compito di vincere la forza di gravità e di raggiungere la quota desiderata. Il quarto stadio controlla il rilascio del satellite e la sua messa in orbita. L’ultimo elemento di Vega è il cosiddetto Payload Fairing, il “bagagliaio” entro cui sono custoditi i satelliti da portare in orbita.

Gli involucri dei primi tre stadi del lanciatore Vega sono realizzati grazie alla tecnologia italiana Filament Winding. Durante la produzione, fili in fibra di carbonio (due volte più resistente e quattro volte più leggero dell’acciaio), impregnati con un’apposita resina, sono avvolti attorno a una protezione termica realizzata con una gomma dalle caratteristiche particolari. Terminato l’avvolgimento, l’involucro composito è trattato e reso isolato, pronto per essere caricato con il propellente. Per realizzare il primo stadio, il più grande motore monolitico mai realizzato con questa tecnologia, servono più di 2500 km di filo di carbonio (come due volte la lunghezza dell’Italia), per un totale di 4000 km di filamento per i primi tre stadi del vettore.

VEGA è in grado di mettere in orbita più carichi utili contemporaneamente (payload) posizionandoli su orbite diverse, capacità non comune nei lanciatori della stessa classe. Il propellente liquido, infatti, permette di accendere e spegnere il motore del quarto stadio fino a un massimo di 5 volte, per collocare più satelliti in orbita con un’approssimazione di pochi metri.

Il progetto VEGA si inserisce all’interno della tradizione aerospaziale italiana: con il programma San Marco l’ingegnere Luigi Broglio, considerato il padre dall’astronautica italiana, intuì già all’inizio degli anni ’60 l’importanza della corsa allo Spazio per l’Italia e sostenne la prima iniziativa spaziale del nostro Paese.

Lo sviluppo di Vega è iniziato nel 1998 e il suo primo lancio dallo spazioporto di Kourou, in Guyana Francese, è stato con pieno successo il 13 febbraio 2012. Il VV01 ha portato in orbita nove satelliti: gli italiani LARES e ALMA Sat-1 e sette piccoli satelliti della classe CubeSat. Nel 2013, con il supporto del programma ESA VERTA, è cominciata la sua vita commerciale che ha portato in orbita numerosi carichi utili: satelliti di osservazione della Terra e missioni scientifiche o di dimostrazione tecnologica, come il veicolo sperimentale di rientro atmosferico IXV (Intermediate eXperimental Vehicle).

Vega è nato grazie alla collaborazione di Italia (maggior contribuente: > 60%), Francia, Belgio, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera e Svezia. Il contratto di sviluppo del lanciatore è stato assegnato alla società italiana ELV, partecipata al 70% da Avio e al 30% dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Il programma di sviluppo è stato gestito da un Team ESA di Progetto Integrato, oggetto di un accordo tra ESA, Italia e Francia, al sito italiano di Esrin (Frascati) con la partecipazione di rappresentati delle Agenzie nazionali di Italia e Francia e anche dell’operatore commerciale Arianespace.

L’ESA dispone oggi della più vasta gamma al mondo di servizi per il lancio di satelliti commerciali. Vega riveste un ruolo essenziale all’interno della famiglia dei lanciatori europei, unendosi ad Ariane V (per grandi satelliti e orbite terrestri con carichi molto pesanti) e Soyuz (per carichi utili di peso medio destinati a orbite basse).

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