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Mercoledì 9 ottobre 2019 - 17:10

E-cig, anafe: preoccupante campagna di disinformazione dagli Usa

Roccati: nostro obiettivo primario è tutelare la salute
E-cig, anafe: preoccupante campagna di disinformazione dagli Usa

Roma, 9 ott. (askanews) – “Siamo preoccupati per l’incidenza negativa che l’ondata mediatica proveniente dagli Stati Uniti sta determinando sul mercato italiano. I prodotti commercializzati nel nostro Paese, a differenza di quelli americani, sono sottoposti ad una rigorosa normativa volta alla tutela del consumatore. Riteniamo quindi fondamentale impiegare tutte le risorse a nostra disposizione per contrastare la dilagante disinformazione che ormai da settimane sta determinando un calo di fiducia nei consumatori italiani e un ritorno alle sigarette tradizionali”. È quanto afferma Umberto Roccatti, Presidente di Anafe-Confindustria, a margine dell’Assemblea dell’Associazione del fumo elettronico, che si è tenuta a Roma venerdì 4 ottobre.

“Il nostro obiettivo primario è tutelare la salute e l’incolumità dei vaper in Italia, promuovendo una corretta informazione sulle sigarette elettroniche e, in particolare, sulle potenzialità di tali prodotti nella lotta al tabagismo. È ormai evidente – al di là degli allarmanti titoli di giornale – che le patologie riscontrate negli Stati uniti sono collegate all’utilizzo di liquidi provenienti dal mercato illegale contenenti sostanze che in Italia sono vietate, come l’olio di THC e la vitamina D”. Nel nostro Paese, come in tutta l’Unione europea, ci sono delle regole definite dalla Direttiva del 2014 – recepita in Italia nel 2016 – che impongono ai produttori di comunicare al Ministero della Salute, con sei mesi di anticipo rispetto alla commercializzazione, tutte le caratteristiche sia dell’hardware che dei liquidi contenenti nicotina, come ad esempio gli ingredienti presenti, le emissioni e i dati tossicologici.

“Ribadiamo ancora una volta l’importanza di affidarsi esclusivamente a canali e rivenditori autorizzati” – aggiunge Roccatti – “evitando del tutto il fai da te e l’acquisto di prodotti provenienti dal mercato illecito e potenzialmente dannosi per la salute. Abbiamo sempre contrastato le distorsioni e l’illegalità e temiamo che l’ipotesi di aumento della tassazione sulle sigarette elettroniche – apparsa su alcuni organi di stampa – possa soltanto avere l’effetto negativo di incentivare il ricorso a prodotti illeciti con inevitabili e pericolose ripercussioni sulla salute dei consumatori”.

“Anafe pertanto chiede con forza alla stampa italiana di sottolineare quali siano le reali cause delle patologie riscontrate negli Stati Uniti e conferma alle istituzioni italiane, in primis al Ministero della Salute, la piena disponibilità a confrontarsi sul fenomeno, sempre in un’ottica di tutela dei consumatori e nella consapevolezza che le sigarette elettroniche possono rappresentare un’alternativa al tabagismo, anche supportando il processo di disassuefazione nei fumatori che non riescono nella cessazione”.

“Ricordo infatti” – conclude Roccatti – “che le sigarette elettroniche rappresentano, in Paesi come il Regno Unito, uno strumento a potenziale rischio ridotto riconosciuto dalle autorità competenti e in grado di sostenere efficacemente le politiche sanitarie nazionali di lotta al tabagismo. In questo senso, crediamo che sia opportuno valutare anche nel nostro Paese le potenzialità delle e-cig, alla luce degli 11,6 milioni di fumatori italiani che non riescono ad abbandonare la sigaretta tradizionale”.

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